Dieci cinghiali uccisi in una settimana

12 Agosto 2018

Cresce l’allarme per la presenza degli animali in via Spataro, via Sabino e via Bellisario. Un esemplare pesava 165 chili

LANCIANO. È allarme cinghiali in città, dove, solo negli ultimi 10 giorni, sono stati abbattuti una trentina di animali. Le zone più a rischio risultano essere naturalmente le contrade, data la presenza di orti, campagne, terreni coltivati e incolti e piccoli corsi d’acqua che attirano gli ungulati, ma desta particolare attenzione soprattutto il quartiere Santa Rita, teatro di numerose incursioni di cinghiali sia di notte e sia di giorno. In una settimana solo nel rione sono stati abbattuti dalla polizia provinciale che svolge funzione di selecontrollo per conto della Regione in collaborazione con gli Atc (ambiti territoriali di caccia) ben 10 animali. Uno di questi era un maschio adulto di 165 chili. Ad essere prese di mira sono le strade a ridosso di terreni incolti e con fitta vegetazione intorno come via Spataro, via Sabino, via Bellisario. Zone ad alta vocazione residenziale, spesso con spazi e giardini attorno ai condomini, vicine a locali commerciali e a strade ad alto tasso di traffico, oltre che ad una frequentatissima pista ciclabile.
LA LETTERA AL PREFETTO. Risale ai primi di luglio la lettera, inviata al sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, polizia municipale, carabinieri forestali e prefetto, di un amministratore di condominio che ha segnalato, allertato dai condomini, la presenza di un branco di 22 cinghiali nel parco pubblico di via Spataro. L’orario di avvistamento era le 19, quando di solito i cinghiali escono per procurarsi del cibo, ma la loro presenza nel popoloso rione è stata notata anche di giorno.
IL “SERBATOIO” NATURALE. Il quartiere Santa Rita è, in linea d'aria, molto vicino alla riserva regionale Fosso delle farfalle di Rocca San Giovanni, “scrigno” naturale di vegetazione, ruscelli, fauna e insetti da proteggere, ma anche vero e proprio “serbatoio” di riproduzione dei cinghiali e dove, dal 2007, non esiste un ente gestore, una situazione, quest’ultima, che impedisce di definire a chi compete la responsabilità del contenimento dell'emergenza cinghiali. «Gli animali», spiegano alla polizia provinciale, «risalgono fino al centro abitato dal torrente Fontanelle che scorre sotto il quartiere Santa Rita e sono molto affamati. Distruggono ogni cosa che viene loro a tiro e ultimamente sono attirati dai mastelli del pattume organico e dai cassonetti dell’immondizia». Proprio seguendo il corso d’acqua si arriva fino alla provinciale di via Per Treglio, altra strada ad altissima intensità di traffico invasa dai cinghiali. In una sola mattina nella zona sono stati abbattuti sei animali.
IL COMPRENSORIO. Situazione altrettanto drammatica nelle contrade intorno a Lanciano e sulla costa. In due mesi, da Fossacesia a Francavilla al Mare gli operatori del selecontrollo hanno abbattuto circa 200 ungulati che diventano pericolosi nell’attraversamento di strade, come la statale 16, trafficate nel periodo estivo. «Abbiamo segnalazioni continue», prosegue la polizia provinciale, «e lavoriamo tutte le notti anche se non sempre, per mancanza di mezzi e di uomini e per il fatto di essere fin troppo vicini alle case, possiamo abbattere gli animali». Col selecontrollo in tutta la provincia negli ultimi tre mesi sono stati abbattuti circa 2mila cinghiali. Ma l’emergenza non accenna a migliorare. In qualche caso ci si mette anche un inspiegabile lassismo. Alcuni sindaci, nonostante il drammatico problema, o non hanno fatto richiesta di intervento ai selecontrollori o l’hanno fatta con colpevole ritardo.
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