Diffamazione: Falcone assolto A Carafa 500 euro di ammenda

13 Aprile 2018

ORTONA. Assoluzione per Antonio Falcone, 80 anni, ex preside e insegnante di latino e greco di Ortona, e ammenda di 500 euro per Enzo Carafa, 58 anni, responsabile dell’associazione L’altra Italia-L’a...

ORTONA. Assoluzione per Antonio Falcone, 80 anni, ex preside e insegnante di latino e greco di Ortona, e ammenda di 500 euro per Enzo Carafa, 58 anni, responsabile dell’associazione L’altra Italia-L’altra Ortona. Falcone e Carafa erano stati accusati dall’ex assessore comunale Valentino Di Carlo di diffamazione per gli attacchi ricevuti nel 2012. Ieri, davanti al giudice Isabella Maria Allieri e al pm d’aula Natascia Troiano (che aveva chiesto tre mesi di detenzione per entrambi) si è svolta l’ultima udienza che aveva avvelenato non poco il clima politico ortonese all’inizio del mandato del sindaco Vincenzo D’Ottavio, in aula ieri mattina tra i testimoni della difesa.
La vicenda risale al 2012. Il neo sindaco D’Ottavio chiama nella sua giunta come assessore alla cultura Di Carlo, esponente dell’Italia dei valori. Ma la nomina fa discutere. Il periodico ortonese La Sveglia, diretto da Falcone (difeso da Guido Sanvitale), scrive un articolo dal titolo “Appropriazione politica indebita” in cui Di Carlo viene accusato di attribuirsi impropriamente il titolo di “assessore alla cultura”. Parte anche una raccolta firme per chiedere le dimissioni di Di Carlo, a cura dell’associazione L’altra Italia-L’altra Ortona di Carafa (difeso da Pina De Lutiis). Nel manifesto che pubblicizza la raccolta delle firme Di Carlo viene definito “ciuccio e presuntuoso”. È la goccia che fa traboccare il vaso. E l’assessore denuncia per diffamazione sia il direttore del periodico che il responsabile dell’associazione. Secondo Di Carlo (assistito da Tino Innaurato) si tratta di una «operazione vessatoria» nei suoi confronti, mirata ad estrometterlo dalla giunta comunale. L’appello, infatti, era diretto proprio al sindaco D’Ottavio, al vice sindaco Roberto Serafini e al consigliere di Sel, Patrizio Marino.
I tre erano stati tirati in ballo anche a causa di un post su Facebook pubblicato da Di Carlo sulla morte di Pino Rauti, che all’epoca aveva fatto molto discutere. (a.i.)
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