Diga di Chiauci e lavori, chiesto il processo per 9

Dovranno comparire davanti al gip Italo Radoccia il 23 aprile gli ex vertici del Consorzio di bonifica Sud di Vasto, finiti nel 2016 nel mirino della magistratura. A chiedere il rinvio a giudizio è...
Dovranno comparire davanti al gip Italo Radoccia il 23 aprile gli ex vertici del Consorzio di bonifica Sud di Vasto, finiti nel 2016 nel mirino della magistratura. A chiedere il rinvio a giudizio è stato il procuratore di Vasto, Giampiero Di Florio (foto). Nove gli indagati: gli ex commissari Fabrizio Marchetti e Rodolfo Mastrangelo; l’ex direttore, Nicolino Sciartilli; l’ex responsabile unico del procedimento Michelangelo Magnacca; l’ex commissario regionale Sandro Annibali; e 4 professionisti e imprenditori, Sante Di Giuseppe, Giovanni Sportelli, Gilda Buda e Giuseppe Latte Bovio. Sono accusati a vario titolo di concorso in abuso d’ufficio, appropriazione indebita per indennità di rimborso e spese non dovute, abuso per lavori da decine di milioni di euro per la realizzazione della diga di Chiauci. La vicenda giudiziaria ruota attorno a incarichi e consulenze che sarebbero stati affidati a liberi professionisti «senza l’attivazione delle procedure di evidenza pubblica prevista dal codice degli appalti pubblici». Alcuni indagati avrebbero procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale a studi professionali e professionisti o stipulato convezioni irregolari per centinaia di migliaia di euro. A sollevare dubbi sulla gestione, invocando chiarezza era stato l’ex presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. (p.c.)

