Diocleziano, la devastazione è servita

7 Settembre 2018

Il parco, in gestione alla Pro loco, distrutto dall’ultimo nubifragio. È costato 2,5 milioni, ma i fondi per ripararlo non ci sono

LANCIANO. È costato 2,5 milioni di euro, 5 anni di lavori e polemiche. Ora serviranno altre centinaia di migliaia di euro per sistemarlo, visto che è devastato e inagibile. È in ginocchio il parco Diocleziano. I 22.000 metri quadrati di verde con uno stabile di 260 metri quadrati costato 5 anni di lavori, liti tra Comune e Provincia, è un ricordo. Camminamenti ricoperti dalla vegetazione, costone di via Del Ponte (di proprietà della Provincia) che continua a franare. Ora, dopo l’alluvione del 22 giugno non c’è neanche più la strada centrale che porta sotto il ponte. L’acqua ha divelto uno strato di 10 centimetri del rivestimento del camminamento lasciando scoperta l’armatura in ferro, ha portato via panchine e cestini. Danni ingenti che ricadono sulle spalle del Comune. Una struttura aperta nel 2008 senza le vasche, i giochi d’acqua e l’orto botanico previsti nel progetto presentato il 16 settembre 2003, è sempre vuota e continua ad avere solo costi per l’amministrazione. E per le associazioni che in questi anni hanno cercato di animarlo e manutenerlo. Dal 2015 è la Pro Loco a gestire il parco. E da poco ha rinnovato l’accordo col Comune.
«La concessione è scaduta a fine mese», dice Vincenzo Giancristofaro, presidente della Pro Loco, «ma si rinnovava tacitamente per altri 3 anni. Noi ci siamo, eravamo pronti a far partire gli eventi estivi, ma ora la struttura è chiusa e se non viene sistemata, non possiamo fare nulla. Teniamo la gestione, se il Comune fa i lavori. Si tratta di manutenzione straordinaria che non spetta a noi fare. Abbiamo segnalato il problema frane a Provincia e Regione, ci sono stati sopralluoghi a cui non sono seguiti interventi. Ora questo disastro e speriamo si intervenga».
Per favorire l’uso del parco, spesso meta di tossici e vandali, serve mettere un ascensore. Previsto, assieme al parcheggio dei bus turistici a pozzo Bagnaro, nel piano triennale opere pubbliche, nel 2019. In realtà parcheggio e ascensore sono nei piani triennali dal 2012. Non sono stati fatti perché serve 1.700.000 euro, di cui circa 450mila solo per l’ascensore. Soldi necessari invece per ripristinare l’agibilità del parco.
«Abbiamo messo in sicurezza la scarpata e rifatto il parapetto bordo strada davanti l’ingresso del parco subito dopo l’alluvione», dice l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «ma per sistemare l’area verde serviranno centinaia di migliaia di euro. Dobbiamo fare una stima precisa, un progetto e chiedere i fondi a Regione e Protezione civile, ma ora con le voragini del Corso e di via Corsea siamo in stand by.
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