Diocleziano, un progetto per riaprirlo

Iniziativa degli Amici di Lancianovecchia: mostre, percorsi e collaborazioni con le associazioni. Ora la parola al Comune
LANCIANO. C’è un progetto per far tornare a vivere l’auditorium Diocleziano e lo ha presentato a palazzo di città, tramite il percorso dei Beni Comuni, l’associazione Amici di Lancianovecchia.
Cancelli sbarrati da tempo, percorso archeologico inaccessibile e non solo per via del Covid e niente mostre: si presenta così il cuore di Lanciano, il Diocleziano. Eppure anche la Sovrintendenza durante la presentazione del lavoro Unpli sul turismo aveva sottolineato il valore della struttura e detto che «doveva rinascere a nuova vita, con esposizioni, spazi lettura, aree passeggio e caffè, percorsi per conoscere la storia della città». E il Comune nel progetto del Cecod, centro congressi diffuso, lo aveva inserito come una delle strutture di diamante. Ma è tutto sulla carta, nei fatti è chiuso e il percorso che scende nelle viscere cittadine attraversa la piazza e sbuca lì dove avvenne il miracolo eucaristico, inaccessibile. Mancano i custodi. A riaprirlo però potrà essere l’associazione Amici di Lancianovecchia che da anni è impegnata nella cura e rivitalizzazione del centro storico. Sono dell’associazione il recupero della Torre di San Giovanni e della facciata di Sant’Agostino (in collaborazione con Curia e sovrintendenza). «ll Diocleziano per noi è una seconda casa», dice il presidente Raffaele Filippone, «ci allestiamo da anni la mostra sui presepi che quest’anno festeggerà il trentennale. Abbiamo presentato la domanda per la gestione, come bene comune, dal 1° ottobre 2020 al 30 settembre 2021 per vedere anche come va, per capire se la nostra idea può funzionare». E qual è l’idea? «Far vivere questo spazio importantissimo per il turismo», risponde Filippone,«con esposizioni d’arte, aprendolo alle associazioni. Ci piacerebbe dare degli spazi espositivi al Mastrogiurato, alla settimana santa, all’estate musicale frentana per tutto l’anno in modo che chi viene possa vedere e conoscere queste manifestazioni e magari tornare nei mesi in cui ci sono. E poi vorremo mettere uno schermo che proietta la storia della città, allestire nel percorso archeologico anche spazi che indicano gli altri tesori che abbiamo in modo che possano essere poi visitati. Una struttura viva, aperta, che di per sé è un tesoro da scoprire». Un progetto che deve essere accolto dal Comune che poi dovrà firmare un patto di collaborazione con l’associazione.
Finora dei progetti che rientrano nei beni comuni attivo è solo quello del Piedibus (i bambini che vanno a piedi a scuola accompagnati da adulti volontari), mentre due proposte sono state respinte e altre non si sono concretizzate.

