Dipendenti del Ciapi da pagare, pignorati i conti della Regione

5 Settembre 2021

Una quindicina di lavoratori dell’ente ora in liquidazione ottiene parte degli 1,5 milioni di salario arretrato In arrivo un nuovo provvedimento per il riconoscimento delle restanti somme: a ottobre c’è l’udienza

CHIETI . Conti della Regione pignorati per pagare i dipendenti del Ciapi. Una quindicina di lavoratori ed ex lavoratori del centro di formazione regionale ormai in liquidazione è riuscita finalmente ad avere - per ora solo in parte - gli stipendi arretrati, non pagati per anni a causa dei mancati trasferimenti della Regione. I dipendenti sono rappresentati dall’avvocato Fabio Di Paolo che ha mandato avanti una serie di decreti ingiuntivi in virtù delle somme non corrisposte. Il Ciapi è un ente regionale e, quindi, il tribunale di Chieti ha chiamato in causa proprio la Regione, pignorando i conti della tesoreria. Al gruppo di dipendenti assistiti dall’avvocato Di Paolo spettava una somma complessiva di circa 1,5 milioni. Una parte di queste sono state corrisposte nello scorso mese di agosto, un’altra parte, oggetto di una diversa ordinanza di assegnazione, sempre disposta dal tribunale di Chieti, sarà pagata probabilmente entro l’anno perché alla tesoreria regionale è stato appena notificato un secondo pignoramento.
La questione è partita con una serie di decreti ingiuntivi notificati al Ciapi, che però non è stato in grado di pagare il dovuto essendo attualmente in liquidazione e già da anni pressoché fermo come attività istituzionale. Si tratta di un ente che vanta dalla Regione un credito di oltre 5 milioni di euro che non è stato mai corrisposto. Ecco perché gli atti di pignoramento notificati al Ciapi stesso avevano come terzo pignorato proprio la Regione. Il tribunale di Chieti ha dunque ordinato alla Regione di pagare le somme in favore dei lavoratori.
Si tratta di dipendenti che non percepiscono lo stipendio dal 2016 o ex dipendenti che hanno concluso il rapporto di lavoro con il Ciapi ma non hanno ricevuto né gli stipendi arretrati né il trattamento di fine rapporto. Nonostante il provvedimento del tribunale, la Regione ha deciso di non pagare le somme e anzi ha fatto opposizione all’ordinanza di assegnazione. Il tribunale, però, in via cautelare ha rigettato l’istanza dell’ente regionale. Visto che la Regione è rimasta inadempiente, l’avvocato Di Paolo ha quindi deciso di fare un nuovo atto di pignoramento davanti al tribunale dell’Aquila, che ha condannato la Regione al pagamento delle somme. Grazie a questa svolta, i conti di quest’ultima sono stati pignorati e i dipendenti hanno potuto ricevere già una parte dei loro soldi ad agosto, mentre per la residua Di Paolo ha fatto notificare a fine agosto un nuovo atto di pignoramento. «L’udienza si tiene a ottobre», dice l’avvocato, «e così come è avvenuto ad agosto e come io auspico, all’esito di questa udienza, ai lavoratori da me rappresentati dovrebbe essere corrisposto tutto il dovuto».
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