Dirigente di banca assolto dopo sei anni

Giovanni D’Isernia era accusato di accesso abusivo ai sistemi informatici. Il giudice lo scagiona
VASTO. Un ex dirigente della Carichieti spa è stato assolto con formula piena dall’accusa di accesso abusivo ai sistemi informatici. Dopo oltre 5 anni, dunque, per Giovanni D’Isernia finisce un incubo.
La travagliata vicenda ebbe inizio nel 2016. D’Isernia, 62 anni, dopo 31 anni di stimato servizio, venti dei quali trascorsi con funzioni direttive in diverse filiali della Carichieti nell’Alto Vastese, il 26 luglio 2016 decise di dimettersi per motivi personali. Il giorno successivo venne denunciato dall’istituto bancario con l’accusa di «accesso abusivo ai sistemi informatici e telematici della Banca Carichieti spa, con l’aggravante di avere abusato della qualità di operatore di sistema e con l’ulteriore aggravante della natura di pubblico interesse del sistema violato». «Il passaggio volontario di D’Isernia», spiega l’avvocato Antonello Cerella che ha assistito il dirigente con la collega Patrizia Di Marco, «ad un altro istituto bancario (Banca generali), potenzialmente concorrenziale con la Carichieti spa, all’epoca già in via di liquidazione a causa delle vicenda della obbligazioni subordinate, ha innescato un lungo e travagliato procedimento penale che si è concluso venerdì con l’assoluzione dell’imputato». A rappresentare la pubblica accusa è stata la Procura distrettuale dell’Aquila, che ha chiesto per D’Isernia una condanna a 2 anni e 8 mesi. Le motivazioni dei difensori, supportate da altri elementi probatori, hanno tuttavia convinto il giudice del tribunale di Vasto Stefania Izzi dell’innocenza dell’imputato. L’ex dirigente bancario è stato così assolto con la formula «il fatto non sussiste». La difesa non ha negato i numerosi accessi al sistema informatico fatti dall'ex direttore, ma li ha motivati con la necessità di rassicurare i correntisti sulla situazione bancaria dell’istituto. Una giustificazione che è parsa valida al giudice. «In sostanza D’Isernia», hanno spiegato gli avvocati Cerella e Di Marco, «ha cercato di tranquillizzare i clienti ed evitare la loro fuga». I legali assicurano che per l’ex dirigente della Carichieti, persona conosciuta e stimata nel territorio, non è stato facile trascorrere questi anni sentendosi accusato di un reato che non aveva commesso. (p.c.)

