Dirigente licenziato Stangata sul Comune

2 Ottobre 2017

L’amministrazione condannata a pagare circa 50 mila euro di danni a Ciccarini L’architetto fu nominato da Cucullo, poi nel 2005 Ricci gli revocò l’incarico

CHIETI. Quanto costa mandare via dal Comune un dirigente nominato da un’altra parte politica? Una stangata da almeno 50 mila euro, tra risarcimento dei danni, interessi e spese legali. È una storia vecchia di 12 anni quella che torna d’attualità adesso: dopo il regno di Nicola Cucullo durato 11 anni, nel 2005 arrivò in Comune Francesco Ricci del Pd e fu proprio Ricci a licenziare l’allora dirigente ad interim Antonio Ciccarini. L’architetto Ciccarini era stato nominato, durante l’era Cucullo e con Enrico Rispoli assessore ai Lavori pubblici, zio dell’attuale consigliere Stefano Rispoli che ha appena lasciato Forza Italia in polemica con il sindaco Umberto Di Primio. Dopo Cucullo, Ricci decise di puntare su altri professionisti, Ciccarini si ritrovò fuori dal Comune e ha avviato una causa contro il Comune chiedendo quasi 150 mila euro «a titolo di compenso maturato nel febbraio 2005, incentivo e indennità per l’anticipata risoluzione del contratto». Nel 2012 l’architetto ha chiesto la costituzione del collegio arbitrale e nominato come proprio arbitro l’avvocato Carlo Natali mentre il Comune ha scelto l’avvocato Luciano Di Felice e ha affidato l’incarico della difesa ai legali interni Patrizia Tracanna e Marco Morgione. Alla guida del collegio, come presidente, l’avvocato Massimo Cirulli. Ci sono voluti 4 anni ma la causa per il posto da dirigente negato è andata avanti e, alla fine, è arrivata la condanna del Comune: il collegio ha deciso che l’amministrazione avrebbe dovuto «pagare» all’architetto 42.975,59 euro «a titolo di compenso incentivante». Una stangata perché, su questa somma, il Comune è stato condannato a «corrispondere» anche interessi e rivalutazione a decorrere dal 2005. Poi, l’amministrazione è stata condannata a pagare anche i due terzi delle spese del processo arbitrale e, in solido con Ciccarini, ha dovuto sborsare anche parte dei 27 mila euro per il «compenso» degli arbitri, del segretario e del consulente tecnico del collegio.
Di Ciccarini si è tornato a parlare nel 2016 quando è stato coinvolto in un’inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione a Bussi e Bugnara per i presunti reati di corruzione, turbata libertà degli incanti e sostituzione di persona: per l’architetto e 14 altri indagati, la pm Anna Rita Mantini ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Secondo l’accusa, insieme al principale indagato, Angelo Melchiorre, ex capo dell’Ufficio per la ricostruzione numero 5 di Bussi, Ciccarini avrebbe partecipato a un pranzo con un imprenditore e si sarebbe spacciato per un tecnico in grado di orientare l’appalto della ricostruzione di una scuola a Bugnara. Secondo i carabinieri forestali e la procura, sarebbe stato Ciccarini a intascare una tangente da 10 mila euro, pagata in due parti dopo due pranzi al ristorante. Tra un mese, il caso arriverà in udienza.
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