Disabile derubata dei risparmi, 4 indagati

7 Febbraio 2020

Approfittano delle gravi condizioni di una cinquantenne e in due anni prelevano 145mila euro dai suoi conti in banca

VASTO. Le hanno rubato 145mila euro. Hanno rivenduto i gioielli di sua figlia. L’hanno minacciata e terrorizzata con una pistola. Una donna di 50 anni, affetta da una grave malattia e invalida al 100%, è caduta nelle grinfie di quattro aguzzini, tutti vastesi. Adesso questa dolorosa storia è al centro di un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Michele Pecoraro: A.T., 39 anni, deve rispondere di estorsione continuata; M.L. (31) e D.C. (65) sono finiti nei guai per circonvenzione di incapace; a C.C. (35) è contestata la ricettazione. Gli indagati, difesi dall’avvocato Corradino Marinelli, sono coloro che avrebbero dovuto accudire la disabile che vive con la figlia ventenne. Il pubblico ministero ha chiesto l’incidente probatorio, lo strumento processuale che il legislatore ha inventato per cristallizzare prove che l’incedere del tempo e il mutar di circostanze e persone potrebbero mettere a rischio. I fatti sono avvenuti tra gennaio del 2017 e marzo del 2019.
A.T. ha abusato dello «stato di infermità della vittima, non autosufficiente e bisognosa di assistenza quotidiana», si legge sul capo d’imputazione. Più nel dettaglio, con frequenti minacce nei confronti della 50enne e mostrandole una pistola, l’ha costretta o comunque indotta «a consegnargli o tollerare la sottrazione di somme di denaro di svariati importi, prelevate al bancomat o negli istituti bancari, detenuti nella sua abitazione o nel suo portafogli», per una cifra complessiva di circa 107mila euro. «O mi dai i soldi o ti uccido», «se non mi dai i soldi ti spacco la faccia, ti meno, ti picchio»: era questo il tenore delle intimidazioni. Per l’indagato è scattata l’aggravante «di aver approfittato dello stato di infermità della persona offesa». M.L. e D.C., invece, hanno spillato all’anziana 38mila euro, senza minacciarla ma approfittando comunque delle sue gravi condizioni di salute. Il primo deve rispondere anche di indebito utilizzo di carta di credito per un episodio successo il primo febbraio del 2019: ha usato la carta bancomat della vittima per acquistare un iPhone 8 in un negozio di Vasto al prezzo di 520 euro. Non solo soldi: da casa della donna sono spariti anche una collanina, un paio di orecchini e due ciondoli della figlia. C.C. è venuto in possesso di quei gioielli e li ha venduti ad alcuni negozi compro oro. «A carico degli indagati», riassume il pm, «sussistono gravi indizi di responsabilità penale, comprovati dalle dichiarazioni delle parti offese, dalle persone informate sui fatti e dai documenti acquisiti». Il pm ha sollecitato l’incidente probatorio: le condizioni della vittima rischiano di peggiorare e diventa fondamentale acquisire il prima possibile la sua testimonianza. Gli indagati respingono tutte le accuse.
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