Disabile non paga il ticket auto: multata

17 Ottobre 2017

Occupati i parcheggi riservati alla categoria: sanzione di 25 euro. «In altre località non mi trattano così»

LANCIANO. Alla fine, tutto sommato, non sono i 25 euro di sanzione da pagare ma un principio da ribadire e difendere, per sé e per gli altri. Ciò che F.P., marito di una diversamente abile, residente in un paese nelle vicinanze di Lanciano, contesta, è una multa che gli è stata fatta malgrado la propria autovettura fosse munita di contrassegno di disabilità. F.P. ha inoltrato ricorso contro il verbale di contestazione al prefetto.
Questa è la vicenda. Moglie e marito arrivano in macchina all’ospedale di Lanciano, c’è da fare una prenotazione al Cup per un esame della donna che è costretta a utilizzare una sedia a rotelle. Capita che, quella mattina i parcheggi riservati ai diversamente abili già siano occupati. L’uomo aiuta a scendere la moglie che va a fare la fila, prende la macchina e si dirige al parcheggio in piazza Unità d’Italia, poco distante. Anche qui, i posti per i disabili sono già occupati, la moglie è in fila al Cup, l’uomo fa uno, due, tre giri del piazzale: niente. Decide allora di parcheggiare, con il tesserino per disabili ben in vista, in un posto non riservato e senza pagare la sosta. «Ho pensato», racconta F.P, «se negli altri Comuni è permesso, lo sarà anche a Lanciano». Fatta la prenotazione al Cup e ritornato al parcheggio, c’è la sorpresa. «Ho visto un ausiliare del traffico che mi stava facendo la multa. Io gli ho spiegato la situazione e i motivi che mi avevano spinto a parcheggiare in un posto non riservato. Non c’è stato nulla da fare».
L’uomo è amareggiato. «A me dispiace quanto successo a Lanciano anche perché, il ministero dei Trasporti, che ha competenza in materia, ha stabilito il 6 febbraio 2006 che le auto con contrassegno invalidi non sono soggette a pagamento. Il legislatore», continua il marito della disabile, «a posto particolare attenzione alla problematica disabilità, attraverso numerose norme che tendono a facilitare la mobilità di questa categoria di persone, nella convinzione che una utenza debole vada comunque garantita». La questione non è di lana caprina ma attiene al riconoscimento di un diritto dei disabili: avere la possibilità di parcheggiare il proprio automezzo. «Voglio andarci fino in fondo», precisa F.P., «anche per vedere se questo principio vale o meno a Lanciano».
Matteo Del Nobile
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