«Disabili spostati ancora come pacchi»

31 Maggio 2016

PALENA. Non hanno pace dodici disabili psico-fisici nuovamente trasferiti da una struttura sanitaria a un’altra. Si tratta di pazienti dell’ex Maristella che, dopo essere stati accolti a Palena,...

PALENA. Non hanno pace dodici disabili psico-fisici nuovamente trasferiti da una struttura sanitaria a un’altra. Si tratta di pazienti dell’ex Maristella che, dopo essere stati accolti a Palena, ambiente favorevole e dove erano arrivati circa due anni fa, adesso si trovano nuovamente con le valige in mano con destinazione l’ospedale di Guardiagrele. «Oggi si sta di nuovo verificando un sopruso nei confronti di un gruppo di disabili psico-fisici della nostra regione. Scandaloso è rilevare ancora una volta come la nostra classe politica non ha una programmazione socio-sanitaria almeno per i disabili e tampona di volta in volta le emergenze che si presentano», dice Giuseppe Spadavecchia, presidente di Radix Unica, associazione onlus per i diritti degli ultimi, «ci chiediamo com’è possibile prima emanare ben quattro decreti commissariali, dell’allora presidente della Regione Gianni Chiodi in qualità di Commissario ad acta, per consentire il trasferimento dei disabili da Villa Pini a Chieti al Medical Center di proprietà del gruppo Cise a Palena e dopo appena due anni la struttura, benché autorizzata, dimette i disabili per beghe con la Asl». Da qui nasce l’urgenza di trovare un’alternativa e, dopo sballottamenti tra Casoli e Guardiagrele, si decide per l’ospedale di quest’ultimo. «Stiamo assistendo, inermi, a una nuova ospedalizzazione dei pazienti diversamente abili», continua Spadavecchia, «inoltre non siamo per nulla convinti che la struttura di Guardiagrele sia a norma e abbia il personale specializzato per i disabili. Sono anni che combattiamo per questi ragazzi e ci sembra giusto a questo punto pretendere, come minimo, la messa a norma, nel più breve tempo possibile, sia della struttura che del personale. Come associazione non abbiamo intenzione di tacere ma continueremo a denunciare tutti i soprusi e l’inadeguatezza di questa classe politica e della Asl, che sono deputati a programmare, legiferare e controllare perché qui ci va di mezzo la vita, gli affetti e i diritti di chi non ha voce».

Sulla vicenda Spadavecchia fa sapere di aver informato, tramite lettere inviate lo scorso marzo, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, l’assessore alla sanità Silvio Paolucci, l’assessore alle politiche sociali Marinella Sclocco e il direttore generale della Asl, senza aver avuto risposte. (m.d.n.)

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