Disagi per i nuovi orari a scuola, scoppia la protesta degli studenti

Con le lezioni da 60 minuti e i rientri pomeridiani, i pendolari non trovano i bus e tornano tardi a casa Scioperano fino a domani in attesa dell’incontro con la preside. Anche i genitori chiedono soluzioni
LANCIANO . Non andranno a scuola fino a domani, in segno di protesta contro l’orario delle lezioni, gli oltre 300 studenti del liceo artistico Palizzi. Niente lezioni in attesa dell’incontro che la preside Patrizia D’Ambrosio convocherà per domani pomeriggio con i rappresentanti di classe e il comitato dei genitori. Ieri mattina fuori dai cancelli, dal lato di via Fagiani, c’erano anche diverse mamme e papà a protestare insieme ai figli. Motivo dello sciopero è il nuovo orario scolastico, che prevede ore da 60 minuti e due rientri fissi a settimana (più un altro ogni due settimane per il triennio e ogni tre per il biennio) da 9 ore di lezione. Entrano alle 8.15 ed escono alle 17.15. A quell’ora gli studenti pendolari, che sono 216 su 312 frequentanti, non trovano bus di linea disponibili e devono aspettare fino alle 18.30-19 per tornare nei paesi dell’entroterra. «Mio figlio esce alle 6.30 del mattino», dice una mamma di Lama dei Peligni, «quando ha il rientro l’autobus da Lanciano c’è alle 18.30 e torna a casa alle 20». «L’anno scorso facevamo un rientro a settimana e con le ore da 50 minuti», spiega una studentessa, Angelica Spinelli, «restavamo a scuola fino alle 14 e avevamo tempo per studiare e dedicarci ai nostri hobby. Con il nuovo orario, invece, non abbiamo tempo per altre attività».
“Se non cambia orario, noi non entriamo”, è uno dei cartelli affissi sui cancelli dell’istituto dai ragazzi. Con slogan e frasi ad effetto provano a far capire il loro disagio, che hanno anche esternato in 200 lettere alla preside. “È impensabile che Marlena torni a casa prima di noi”, recita un altro cartello che fa il verso alla nota canzone dei Maneskin. E un altro: “Ma chi c’aripuort a la cas?”. «Il primo giorno di scuola abbiamo fatto 9 ore senza essere informati prima», raccontano Giorgia e Letizia, «siamo rimasti senza cibo, senza poter avvisare casa o uscire a comprare qualcosa da mangiare. A scuola non ci sono macchinette per l’acqua e quella del bagno non si può bere».
A preoccupare i genitori è anche il tempo che ragazzi minorenni sono costretti a trascorrere di sera a Lanciano, e a breve anche in pieno inverno, in attesa dei mezzi pubblici per casa. «Chi si assume le responsabilità civile e penale di questi ragazzi?», sottolinea Paola Zolfo, vice presidente del comitato dei genitori, che riunisce 115 tra mamme e papà, «abbiamo inviato una pec in prefettura per spiegare le nostre ragioni e il motivo per cui chiediamo ore da 50 minuti». Ieri, grazie alla mediazione della polizia, rappresentanti di studenti e genitori hanno avuto un breve incontro con la preside D’Ambrosio. «La nostra proposta di tornare all’orario pregresso non è stata accettata in quanto, a detta della preside, è illegittimo», riferisce Domenico Romano, presidente del comitato genitori. «La dirigente sostiene che il pendolarismo non è causa di forza maggiore, invece ci sono altri istituti che attuano proprio il tipo di orario che chiediamo. All'incontro di domani ci farà tre proposte, ma prevedono ore da 60 minuti o la settimana lunga». In attesa della riunione, oggi e domani i ragazzi resteranno a casa. «Faremo studio individuale e approfondimento degli argomenti già trattati», assicurano, «non scioperiamo per perdere tempo, ma per riavere diritti che ci sono stati tolti».
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