Disavanzo di 23 milioni, piano di rientro in dieci anni: il Comune di Chieti chiede aiuto al governo

10 Luglio 2026

Approvato dalla giunta il rendiconto 2025: il debito riguarda il Fondo anticipazioni di liquidità. L’assessore Pantalone: «Non è una nuova spesa né una scelta gestionale imputabile a questo esercizio»

CHIETI. Il rendiconto 2025 del Comune di Chieti chiude con un disavanzo di 23,3 milioni di euro, ma il dato, secondo l’amministrazione comunale, è legato all’effetto contabile prodotto da una norma sopravvenuta sul Fondo anticipazioni di liquidità. La giunta ha approvato lo schema del documento, il primo atto contabile di rilievo esaminato dalla nuova amministrazione Legnini, che nelle prossime settimane arriverà in consiglio comunale dopo il passaggio in commissione. Il nodo riguarda il cosiddetto Fal, il Fondo anticipazioni di liquidità. Si tratta di un debito accumulato dal Comune tra il 2013 e il 2020, quando l’ente fece ricorso ad anticipazioni per circa 27 milioni di euro, somme che non sono state restituite. Il conto consuntivo dello scorso anno e il bilancio di previsione erano stati costruiti sulla base della normativa allora vigente, che consentiva un accantonamento graduale. Nel 2025, però, il decreto legge numero 25 del 13 marzo ha imposto ai Comuni in dissesto l’accantonamento dell’intera somma ancora da rimborsare e non più soltanto della quota annuale.

È questo passaggio, spiega l’amministrazione, ad aver determinato il disavanzo. Senza l’effetto della nuova norma, il rendiconto avrebbe fatto registrare un avanzo di circa 1,6 milioni di euro. Resta però il peso del piano di rientro: per i prossimi dieci anni la gestione corrente dovrà sostenere una rata annuale di circa 2,3 milioni di euro legata al Fal, che si aggiunge alle rate dei mutui già in essere, per un onere complessivo annuo di circa 6 milioni. In condizioni ordinarie, un disavanzo di questa entità imporrebbe nuove misure di riequilibrio. Nel caso di Chieti, però, non sarà necessario, perché la legge consente il pagamento rateale decennale, già configurato come piano di rientro. La criticità resta comunque pesante per il bilancio e per l’erogazione dei servizi. Per questo l’amministrazione ha avviato un’interlocuzione con il ministero dell’Interno. Il 15 luglio è previsto un incontro con Viminale, ministero dell’Economia e delle finanze e Anci per discutere possibili soluzioni straordinarie.

L’obiettivo è arrivare a una modifica del quadro normativo nazionale. «Il percorso di risanamento sta proseguendo, è ancora lungo e, va detto con onestà, è doloroso», dice il sindaco Giovanni Legnini. «Il Comune sta facendo quello che deve, continuando l’opera di riorganizzazione e di risanamento finanziario, in particolare sul fronte delle entrate. Ma è necessario chiedere, e lo faremo già dalla prossima settimana, una modifica del quadro normativo nazionale che tenga conto della specificità e gravità della situazione di Chieti». Legnini annuncia anche un appello alle forze politiche cittadine. «Chiederò a maggioranza e opposizione di farsi carico, con senso di responsabilità, delle istanze della città. Quello di Chieti è, per complessità, uno dei dissesti più difficili d’Italia: la città ha l’urgente esigenza di uscirne e ritrovare la propria capacità programmatoria e di crescita».

Sulla stessa linea l’assessore al Bilancio Manuel Pantalone, che rimarca come il rendiconto confermi il mantenimento degli equilibri di gestione. «La parte disponibile negativa, pari a circa 23,3 milioni, è determinata dalla reiscrizione contabile, tra gli accantonamenti, del Fondo anticipazioni di liquidità per l’importo ancora da rimborsare secondo la normativa vigente», spiega, «non si tratta di una nuova spesa né di una scelta gestionale imputabile a questo esercizio finanziario. Al netto di tale effetto contabile, il risultato sarebbe stato positivo per circa 1,6 milioni di euro».

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