Discarica di amianto a Ortona: ricorso contro le autorizzazioni

Il Comune si rivolge al Tar per dire no al rinnovo dei permessi ambientali concessi dalla Regione Il sindaco avverte: «Territorio già sfruttato, adesso siamo decisi a difendere le nostre ragioni»
ORTONA . Scoppia il caso della discarica di amianto a Taverna Nuova. Si riaccende la polemica sul sito, da sempre molto discusso. È direttamente il Comune a scendere in campo, annunciando un ricorso al Tar contro le autorizzazioni concesse dalla Regione.
IL RINNOVO
In particolare, l’amministrazione comunale ricorre contro l’Aia - l’Autorizzazione integrata ambientale concessa dagli uffici regionali. «Siamo decisi a difendere le ragioni di un territorio che è già stato fortemente utilizzato», dichiara il sindaco Leo Castiglione, «il prolungamento dell’autorizzazione regionale per la discarica di Taverna Nuova della Sigma 90 è una decisione che a nostro parere non tiene pienamente conto di tutte le osservazioni che, in fase procedurale, avevamo avanzato come Comune. Per questo abbiamo deciso di adire le vie giudiziarie con il ricorso al Tribunale amministrativo regionale».
L’ITER
La giunta comunale ha avviato il ricorso alla giustizia amministrativa contro il rilascio all’autorizzazione della Regione Abruzzo, che lo scorso 30 dicembre ha ufficializzato il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale per quella che viene definita tecnicamente una “discarica per rifiuti contenenti amianto in matrice cementizia e resinoide”. Un prolungamento delle concessioni alla ditta Sigma 90 srl per ulteriori dodici anni. Il provvedimento regionale è giunto dopo la conferenza dei servizi decisoria dello scorso 18 ottobre, in cui lo stesso Comune di Ortona aveva espresso il parere sfavorevole alla richiesta della società di rinnovo e riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2010.
IL PARERE SFAVOREVOLE
«In quella occasione l’unico parere sfavorevole è stato presentato dal Comune», sottolinea il primo cittadino Castiglione, «mentre gli altri enti coinvolti hanno espresso tutti parere favorevole al prolungamento dell’autorizzazione. La nostra osservazione», continua, «si è basata sul riscontro della gestione effettiva della discarica che secondo la prima autorizzazione doveva esaurirsi con l’esecuzione delle opere, previste per legge, di ripristino ambientale e copertura della discarica. Il Dipartimento Territorio, Ambiente, Servizio gestione rifiuti e bonifiche, ufficio pianificazione e programmi della Regione, ha deciso di aumentare la vita e la portata della discarica di Taverna Nuova e questa è una risoluzione che sacrifica e danneggia il territorio. Pertanto», conclude il primo cittadino ortonese, «abbiamo deciso di avviare, tramite uno studio qualificato di legali, il ricorso al Tar. Anche perché riteniamo che non tutti gli impegni e le prescrizioni assunte dalle Sigma 90 all’avvio della propria attività di gestione della discarica sono state completamente adempiute. Questa amministrazione ha sempre considerato l’ambiente e il territorio una risorsa per la comunità da preservare e valorizzare».
I RISTORI
Durante l’ultima estate, con l’accensione del nuovo impianto di pubblica illuminazione su via Piana e via del Calvario a Villa Grande, si era chiuso il primo lotto dei lavori con opere di urbanizzazione sul territorio, finanziati dai fondi previsti dal ristoro ambientale della discarica di amianto di Taverna Nuova, per complessivi 150mila euro. L’impianto è composto da 30 nuovi punti luce: 26 collocati su via Piana, un tratto di 900 metri di strada illuminato proprio con questo nuovo impianto pubblico che utilizza pali innovativi a “resistenza passiva”, meno pericolosi in caso di urto. Altri quattro pali completano la pubblica illuminazione su via del Calvario e verso l’incrocio di Villa Deo.
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