Discarica di Furci, arriva il via libera della Regione

8 Marzo 2020

FURCI. C’è il via libera della Regione alla discarica di 150mila metri cubi di rifiuti non pericolosi in località Cicella a Furci. Nonostante la contrarietà delle popolazioni locali e dei sindaci del...

FURCI. C’è il via libera della Regione alla discarica di 150mila metri cubi di rifiuti non pericolosi in località Cicella a Furci. Nonostante la contrarietà delle popolazioni locali e dei sindaci del territorio, il dirigente del servizio gestione rifiuti regionale, Franco Gerardini, ha rilasciato l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) per la realizzazione dell’invaso che dovrebbe sorgere ad un chilometro di distanza dal Polo impiantistico del Civeta. «Il Vastese non ha pace», commentano il Comitato per la difesa del comprensorio Vastese e il Forum H2O, «la Regione non ha tenuto conto delle enormi criticità ambientali ormai certificate e le approfondite osservazioni contrarie che negli anni sono state depositate da comuni e associazioni, non ultime quelle relative alle condizioni impiantistiche del Civeta stesso e allo stato di grave sofferenza ambientale complessivo della Valle del torrente Cena, certificato dalla stessa Arta. I sindaci della comunità si sono sempre schierati contro questa scelta, figlia di un procedimento amministrativo, a nostro avviso, pieno di criticità, come quello di permettere il riavvio del procedimento, deciso sempre da Gerardini nel 2017 dopo un’archiviazione da parte della Regione del 2015. La Valle Cena sembra essere un luogo oggetto di una condanna», proseguono i Comitati, «cioè quella di dover ospitare ad libitum impianti che costituiscono una forte pressione antropica su un territorio ancora bellissimo, seppur fragile e vulnerabile per la presenza di frane e, appunto, tra le altre forme di pressione, del preesistente Polo Civeta, dove moltissimi problemi ambientali e gestionali sono ancora irrisolti, come ammettono ormai alcune strutture della stessa Regione. Il Comune di Furci guidato dal sindaco Angelo Marchione ha sempre condotto in maniera esemplare la lotta contro questa discarica. Auspichiamo ora che i comuni impugnino la determinazione della Regione al Tribunale Amministrativo Regionale», concludono.