Discarica dimenticata dopo il rogo

Ignorata l’ordinanza del Comune che imponeva la messa in sicurezza in 15 giorni
CHIETI. Il grosso cancello di ferro spalancato e ciò che resta dei rifiuti bruciati in balia degli agenti atmosferici. Si presentava così, la discarica di rifiuti tossici di colle S. Antonio, all’obiettivo del presidente dell’associazione “Amici del colle”, Marcello Marino, che domenica ha raggiunto l’area, munito di macchina fotografica, per capire in che condizioni fosse dopo i temporali.
Come già denunciato, il sito della discarica andata a fuoco nella notte tra il 27 e il 28 luglio scorsi è ancora assolutamente accessibile e, nonostante sia oggetto di una ordinanza comunale che ne dispone la messa in sicurezza, si trova nello stesso identico modo in cui lo hanno lasciato i vigili del fuoco quando hanno finito di spegnere l’incendio doloso. L’ordinanza è stata ignorata e il cattivo tempo di questi giorni ha aumentato il rischio di contaminazione ambientale.
Il provvedimento è stato emesso il 24 luglio dal sindaco Umberto Di Primio che ha ordinato la messa in sicurezza del sito. Per portare a termine le operazioni sono stati concessi 15 giorni di tempo al proprietario, Domenico Leombruni, amministratore della Serveco srl, titolare della prima autorizzazione allo stoccaggio provvisorio di rifiuti speciali. Nel caso in cui il titolare non si fosse attivato, secondo la stessa ordinanza sindacale, sarebbe dovuto intervenire il Comune che poi si sarebbe rifatto economicamente sul privato. E invece non è successo nulla. Se non i temporali che hanno contribuito a diffondere nell’ambiente le sostanze derivanti dai rifiuti. (a.i.)
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