«Discarica ignorata, colpa della Regione»

4 Ottobre 2018

L’impianto di Colle Sant’Antonio bruciato nel 2015, atto d’accusa dell’assessore Bevilacqua

CHIETI. «Tre anni di inutili promesse da parte della Regione». La discarica bruciata di Colle Sant’Antonio (Colle Marcone) torna al centro della polemica. E stavolta a puntare il dito contro la Regione per i mancati interventi è l’assessore all’ambiente Alessandro Bevilacqua della Lega. «A quasi un anno dall’ultima lettera», dice l’assessore, «purtroppo, duole constatare che né un centesimo è arrivato nelle casse comunali per la bonifica del sito né alcuna rassicurazione da parte degli uffici tecnici regionali e dei vertici politici».
Una discarica finita nel dimenticatoio. Incendiata nella notte tra il 27 e il 28 giugno 2015, la discarica, considerata abusiva, non è mai stata bonificata: ci sono ancora i fusti con i rifiuti pericolosi, ci sono le carcasse di batterie per auto squagliate, ci sono i cumuli di immondizia alti fino a 6 metri. Dopo lo striscione di Casapound appeso, nella notte tra domenica e lunedì, sotto al Comune per denunciare l’abbandono del sito, l’assessore sottolinea: «L’amministrazione comunale non ha mai fatto venir meno l’attenzione sull’area di stoccaggio di Colle Sant’Antonio devastata da un incendio doloso, è la Regione l’ente chiamato per legge ad adempiere alla bonifica e alle obbligazioni di pertinenza ma è rimasto sordo in questi lunghi anni alle richieste del Comune e dei cittadini». Bevilacqua prosegue: «La polemica sollevata da Casapound, concettualmente comprensibile, ha sbagliato destinatario. Anziché affiggere manifesti sotto il municipio, dovrebbero organizzare una manifestazione congiunta sotto la Regione. In quel caso avranno il sostegno personale, amministrativo e politico».