Discariche, cresce la mobiltazione per il no

12 Dicembre 2018

Laudazi e Olivieri sui progetti di Cupello e Furci: faremo il possibile per impedire scempi ambientali

VASTO. «Faremo il possibile per impedire qualsiasi ulteriore scempio ambientale in danno di Vasto e del suo comprensorio». Promettono battaglia il capogruppo consiliare della lista civica “Nuovo Faro”, Edmondo Laudazi, e il consigliere regionale Mario Olivieri, i quali prendono nuovamente posizione dopo il disco verde del Comitato Via alla discarica da 150mila metri cubi di località Cicella, in territorio di Furci e all’autorizzazione paesaggistica concessa dal Comune di Cupello al progetto per la realizzazione della quarta vasca a ridosso dell’impianto del Civeta. «La mobilitazione popolare che va montando nel Vastese in ragione della notevole preoccupazione per la realizzazione di nuove discariche nel comprensorio non può che convincerci ad una ferma posizione di assoluta contrarietà», dicono Laudazi e Olivieri, «come già dimostrato durante la partecipazione alle sedute consultive del Comitato Ccr-Via , vogliamo confermare che faremo il possibile per impedire qualsiasi ulteriore scempio ambientale in danno di Vasto e del suo comprensorio. Riteniamo che la gestione del ciclo integrato dei rifiuti debba rappresentare un’opportunità da cogliere al volo per garantire il miglioramento delle condizioni di vita e della economia “circolare” del territorio. Consentire che gruppi imprenditoriali privati possano realizzare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti a ridosso della discarica consortile Civeta, significa svilire il ruolo dei comuni e delle popolazioni interessate, mortificare l’influenza del pubblico prescritta dalla legge nella gestione degli impianti di smaltimento e avvicinare, pericolosamente, le terre d’Abruzzo a quelle tristemente note delle Campania».
Laudazi e Olivieri tornano a stigmatizzare il comportamento degli amministratori. «Ci meravigliamo molto che i sindaci dei comuni proprietari del Consorzio e degli altri comuni associati, non siano già scesi sul sentiero di guerra per impedire il prosieguo di queste operazioni partorite all’esterno del contesto sociale e politico di riferimento», affermano Laudazi e Olivieri, «sarà nostra cura stimolarne in maniera incessante la mobilitazione». (a.b.)
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