Discariche sulle sponde del Sangro

Rifiuti di ogni tipo abbandonati sulle rive del fiume, pericolosi in caso di piogge
PAGLIETA. Pneumatici, elettrodomestici usati, mobili, divani, televisori, wc, addirittura lastroni di eternit. C’è di tutto sulle sponde del fiume Sangro, corso d’acqua che dà il nome e la vita ad un’intera valle e che da anni è abbandonato a se stesso, nell’incuria più totale. L’associazione ambientalista Legambiente, nei giorni scorsi, ha scelto proprio il Sangro per la giornata nazionale “Puliamo il mondo”.
Da quelle sponde i volontari volevano dare il segnale che i fiumi, veri e propri architetti del territorio, vanno protetti e salvaguardati perché possono essere una risorsa per le popolazioni e gli habitat naturali circostanti, ma possono anche rivelarsi dei potenziali e gravi pericoli se non gestiti in modo ottimale, soprattutto durante le piene invernali. La giornata di sensibilizzazione e pulizia delle sponde è stata tuttavia rimandata a causa dell’impraticabilità del terreno, bagnato dalla pioggia degli ultimi giorni. Ma l’obiettivo “fiume pulito” resta.
Il Sangro è da tempo un fiume che soffre. A livello di qualità delle acque, assieme al Pescara, è uno dei corsi d’acqua abruzzesi che è peggiorato nel corso degli ultimi anni. «Uno degli aspetti tragici dei nostri fiumi», dice Luzio Nelli della segreteria regionale dell’associazione, «è la mancata depurazione delle acque, come denunciato dalla Goletta verde di Legambiente che ha assegnato la bandiera nera alla Sasi per i depuratori sequestrati. Bisognava raggiungere entro il 2015, in base alla direttiva europea, lo stato di buono della qualità delle acque fluviali, obiettivo purtroppo fallito. Anzi, nel caso del fiume Sangro la qualità è peggiorata».
E concentrandosi non solo sull’acqua, sulle sponde del fiume la situazione se possibile è ancora più grave. Il Sangro manca quasi totalmente di argini, che sono poi la prima difesa contro lo straripamento dei corsi d’acqua in caso di piogge abbondanti o acquazzoni torrenziali. In questo caso, invece, le sponde sono diventate una discarica a cielo aperto.
In tanti si liberano di mobili usati, vestiti vecchi, materiale edilizio, eternit, elettrodomestici, addirittura forni e frigoriferi come se niente fosse. Uno scempio che, in caso di piena, trasforma quei rifiuti pericolosi e pesanti in micidiali proiettili. Già lo scorso anno il Centro aveva documentato lo stato di uno dei numerosi tratti accessibili del Sangro. Le bonifiche da parte dei Comuni, quando effettuate, sono costose e difficili. Ma tempo qualche ora e tutto ritorna come prima.
Daria De Laurentiis
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