«Discutiamo in aula della casa di riposo»

2 Settembre 2018

Pizzoferrato. Il capogruppo di minoranza Tarantini: chiarezza sullo scontro tra Comune e Cosel

PIZZOFERRATO. Convocare un consiglio comunale straordinario per chiarire la diatriba tra il Comune e la società Cosel srl per i lavori di adeguamento dell’edificio in centro che deve ospitare una residenza per anziani e i motivi per cui ad oggi la struttura è ancora chiusa. È la richiesta che fa al sindaco Palmerino Fagnilli (inviata per conoscenza anche alla prefettura di Chieti), il capogruppo di minoranza Carmine Tarantini. Un’interpellanza che il consigliere aveva già presentato a marzo, ma che non aveva avuto risposta.
«Bisogna fare chiarezza», dice Tarantini, «verso i cittadini che attendono da mesi l’apertura di una struttura importante per la comunità, che sarebbe pronta». Tarantini ricostruisce nella richiesta l’iter di questa residenza costata 560mila euro: 300mila euro di un mutuo del Comune mentre 260mila euro a carico della Cosel srl che ne otteneva la gestione per 29 anni. «Dalla scorsa estate», dice Tarantini, «sia Cosel srl che esponenti dell’amministrazione comunale hanno affermato che la ristrutturazione dei locali, iniziati nel settembre 2016, sarebbe terminata al massimo all’inizio di luglio 2017. Sono trascorsi circa nove mesi dalla data di ultimazione dei lavori ma la residenza è ancora chiusa e non se ne conoscono le motivazioni. Sono gravi le responsabilità del sindaco e dell’intera amministrazione comunale nonché del soggetto privato deputato alla sua gestione, sul mancato rispetto delle scadenze previste per l’apertura della residenza, che costringe gli anziani bisognosi ad usare strutture simili di Comuni vicini».
Responsabilità che i due si rimpallano e finite nelle aule giudiziarie e sul tavolo della Procura viste le denunce reciproche tra Cosel e amministrazione. «C’è una un’inchiesta giudiziaria sulla vicenda, su alcuni amministratori», chiude Tarantini, «ma sorprende anche la condotta dell’attuale responsabile unico del procedimento che, nella determina n° 36/2018 pone, quale motivazione per la risoluzione contrattuale con Cosel, gravi inadempienze sul tema della sicurezza dei cantieri, trascurando di riferire però, il proprio ruolo all’epoca dei presunti fatti, ossia di “Coordinatore per la sicurezza dei lavori”. Era quindi in una posizione chiave che gli avrebbe imposto, se l’appaltatore fosse venuto meno nell’applicazione delle norme sulla sicurezza dei lavori, l’adozione di misure repressive nei confronti dall’appaltatore negligente, con denuncia immediata alla stazione appaltante e alle autorità, stante la gravità “solo oggi” riferita dallo stesso Rup». (t.d.r.)
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