Diserbante sulle dune dell’area protetta

Scoperta delle guardie del Wwf lungo la pista ciclabile: danni a flora e fauna e rischi per l’uomo
VASTO. Diserbanti a gogò nell’area protetta di Vasto marina. L’uso di erbicidi lungo la pista ciclabile, che costeggia un rarissimo ambiente dunale, è testimoniata dalla tipica vegetazione che, proprio nel periodo in cui dovrebbe essere più rigogliosa, si presenta avvizzita e di una colorazione giallognola.
L’amara scoperta è stata fatta ieri mattina dalle guardie ecologiche volontarie del Wwf impegnate in servizi di vigilanza ambientale lungo il tracciato ciclabile, una zona che in passato è stata spesso oggetto di pesanti manomissioni ambientali con ruspe e mezzi meccanici.
«I diserbanti non possono essere utilizzati nelle aree protette», attacca Stefano Taglioli, «non essendo agenti selettivi non fanno alcuna differenza tra le erbacce infestanti e le piante tutelate che vengono sistematicamente distrutte. Il loro uso crea danni anche alla fauna presente in quel sito, cioè talpe, uccelli e anfibi. Per non parlare dei rischi per la salute umana», aggiunge la guardia volontaria del Wwf, «la pista ciclabile di Vasto marina è frequentata quotidianamente da ciclisti, bambini e mamme con neonati in carrozzella, che possono venire a contatto con le sostanze nocive. Durante il sopralluogo effettuato questa mattina (ieri per chi legge ndc), ho anche notato che accanto ai pioppi abbattuti dalla bufera del 5 marzo scorso, ce ne sono altri che sono stati tagliati volontariamente», conclude Taglioli.
Con ogni probabilità gli erbicidi sono stati utilizzati da privati - in quella zona ci sono residence, alberghi e stabilimenti balneari - che forse avranno pensato di poter risolvere in questo modo il problema dell’erba alta presente ai lati del percorso.
La pista versa in un totale stato di abbandono. Nei giorni scorsi era stato Andrea Bischia, consigliere comunale di Progetto per Vasto, a sollecitare interventi. «L’erba supera il metro e mezzo di altezza, per non parlare degli alberi che intralciano la pista e che possono provocare seri danni», incalza l’esponente del movimento civico, secondo il quale è necessario intervenire «per ridare decoro e immagine ad un tratto di litoranea bellissimo e che bisogna rivalutare. Prima di avanzare la richiesta di valutare la possibilità di creare un tratto pedonabile a fianco di quello ciclabile, occorre vagliare l’opportunità dello spostamento della pista ciclabile lungo il tratto di competenza statale, in modo da riconvertire il tratto esistente da ciclabile a pedonabile».
Anna Bontempo
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