Dispetti, insulti e minacce ai vicini Nei guai due stalker di condominio

Uno è stato condannato a otto mesi di reclusione per atti persecutori, l’altro è finito sotto processo: le vittime possono chiedere i danni. Crescono gli interventi di carabinieri e polizia per le liti nei palazzi
CHIETI. Nelle aule di tribunale intasate da una valanga di liti, magari banali, ma capaci di avvelenarti la vita, le zuffe di vicinato sono ormai una causa rilevante di conflittualità. Lo raccontano gli interventi quotidiani di carabinieri e polizia che, sempre più spesso, sfociano in procedimenti penali per stalking condominiale. Di primo acchito, può venire in mente la celebre scena di un film di Fantozzi nella quale la gente va alla riunione del palazzo indossando l’elmetto. Ma qui c’è ben poco da ridere. Perché l’avviso ai naviganti, nel tempestoso mare delle beghe e dei dispetti tra vicini di casa, arriva da una sentenza pronunciata dal tribunale di Chieti lunedì scorso: si può essere condannati alla reclusione per aver molestato il dirimpettaio. Più nel dettaglio: il giudice Maurizio Sacco ha inflitto otto mesi (pena sospesa) a un teatino di 53 anni, P.E.D.L., che ha perseguitato non solo la vicina ma anche l’amministratrice di condominio.
IL RACCONTO
Gli episodi sono avvenuti in un palazzo alle porte del centro storico. La condomina vessata, 62 anni, ha raccontato davanti ai poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico: «P.E.D.L. ha pessimi rapporti anche con gli altri vicini e con l’amministratrice di condominio. Non fa altro che inviarmi sul cellulare messaggi ingiuriosi e minacciosi». La vittima non ha specificato le presunte motivazioni alla base del comportamento dell’imputato, ma ha sottolineato: «Mi telefona più volte al giorno. Recentemente, ha suonato alla porta del mio appartamento: io non gli ho aperto, ma l’ho riconosciuto dallo spioncino e ho sentito chiaramente che gridava: “Prima o poi, ammazzo te e i tuoi cani”. Un ultimo episodio si è verificato quando è sceso al mio piano e ha suonato ancora una volta ripetutamente il campanello di casa. Anche in questa circostanza non l’ho fatto entrare e lui ha iniziato a sferrare pugni e calci sulla porta».
MINACCE E SMs a raffica
Anche l’amministratrice di condominio ha deciso di rivolgersi alla polizia. «P.E.D.L.», ha riferito la donna, «mi molesta telefonicamente dal 2015: con i suoi sms, non fa altro che accusarmi di calunnia, truffa, falso, omissione, diffamazione, raggiro e collusione insieme agli altri condomini, alle imprese che hanno effettuato lavori, a tecnici e avvocati che, a vario titolo, sono stati incaricati dal palazzo. Da ormai tre anni, minaccia di denunciarmi per queste sue infondate convinzioni». Le vittime, assistite dagli avvocati Italo Colaneri, Alessandro Mascitelli e Federica Mancini, potranno ora chiedere il risarcimento in sede civile.
L’ALTRO PROCESSO
R.N., un operaio di Francavilla, 47 anni, è finito sotto processo sempre per «atti persecutori» nei confronti della vicina. Il procuratore Lucia Anna Campo, dopo le indagini condotte dai carabinieri, lo accusa di aver molestato la donna «offendendola con parole del tipo “p...”, “morta di fame”, “cornuta”, e minacce quali “ti mando su una carrozzella”, “io ti ammazzo... ora che tuo marito non c’è ci penso io a te”, “non ti faccio arrivare a destinazione a te e ai tuoi figli, vi scavo la fossa”». Tutto ciò avveniva durante gli incontri nella corte condominiale e quando lui passava sotto casa della vittima. Il 47enne è arrivato a offendere persino la figlia della vicina, sei anni appena. In questo modo ha causato alla donna «un perdurante stato di ansia e di timore per la propria incolumità e per quella dei due figli, avendo minato anche la serenità dei bambini, tanto che la piccola si rifiutava di uscire di casa da sola». L’imputato, difeso dall’avvocato Marco Ciccocioppo, respinge le accuse. Prossima udienza il 18 luglio.

