Dissesto, Febbo alza la voce con D’Alfonso

1 Febbraio 2017

Il consigliere di Fi chiama il governatore a riferire sull’esclusione di Chieti dai finanziamenti

CHIETI. «Intollerabile, inqualificabile e mortificante dimenticare gli interventi per il dissesto idrogeologico a Chieti». Alza la voce il consigliere regionale di Fi, Mauro Febbo, di fronte all’assegnazione delle risorse per il rischio idrogeologico che vede la città teatina «esclusa da qualsiasi riconoscimento» per poter vedere assegnati i fondi. Febbo, da presidente della Commissione regionale di vigilanza, annuncia battaglia: «Di questo chiederò contezza al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che convocherò unitamente al sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, in Commissione di vigilanza». Febbo ricorda che il capoluogo teatino registra purtroppo gravi problemi legati al dissesto idrogeologico. Cita sei esempi di aree tutte ricadenti all’interno della categoria di rischio maggiore (R4): dalla frana di S. Maria Calvona, che «lo stesso Franco Gabrielli, allora capo della Protezione civile, aveva individuato quale priorità regionale programmando 1 milione di euro mentre è stato finanziato solo per 300 mila euro», alla situazione di fosso S. Chiara in zona Madonna della Misericordia, dalla strada provinciale di Madonna della Vittoria alla Colonnetta, dall’altra strada provinciale Via per Popoli a Strada Colle Rotondo. Febbo termina bollando come «intollerabile l’aver sottovalutato quanto accaduto in questi giorni nella nostra regione e in particolare a Chieti, che avrebbe consigliato di riprogrammare con più attenzione quanto emerge dal portale ReNDis aggiornato al 24 gennaio. Se da un lato andrebbero incluse alcune aree montane come a esempio Villa Celiera, Civitella Casanova ecc., dall’altro, se consideriamo criteri fondamentali come il codice di rischio maggiore e il numero delle persone a rischio, appare insopportabile l’esclusione di Chieti». (a.i.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA