Distretto sanitario allo Scalo: il progetto è ancora in alto mare

Gli imprenditori teatini hanno donato 30mila euro per adeguare l’ex asilo di Madonna delle Piane L’assessore Cascini: ora la Asl deciderà se andare avanti così o investire altri fondi per la struttura
CHIETI. L’accordo Asl-Comune c’è, ma il progetto sembra ancora al palo. I due enti si sono messi d’accordo per trasformare l’ex asilo nido di Madonna delle Piane in un mini-distretto sanitario, ma l’ok al progetto di realizzazione non c’è ancora. A sostegno del progetto è sceso in campo anche il privato che ha deciso di finanziare l’opera mettendo a disposizione lavori per 30mila euro. «C’è un progetto già pronto con una serie di interventi di base per adeguare la struttura», dice l’assessore alla sanità Giancarlo Cascini, «il progetto è stato presentato alla Asl, sta ora all’azienda sanitaria decidere se andare avanti così o aumentare di tasca propria i fondi a disposizione per realizzare tutte le opere che ritiene necessarie». Il distretto scalino è stato chiuso il 18 novembre 2019. La Asl ha trovato locali alternativi dove poterlo riaprire nella sede della stazione ferroviaria. Ma prima che quella sede sia pronta passerà ancora molto tempo. Ecco perché il sindaco Diego Ferrara ha insistito con la Asl per riaprire temporaneamente il distretto, o quanto meno un minimo di servizi sanitari essenziali, nell’asilo chiuso, che il Comune cede gratuitamente alla Asl. I problemi sorgono ora per l’adeguamento dell’ex asilo: né Asl né tanto meno il Comune, che ha appena avviato l’iter di predissesto, hanno risorse da mettere a disposizione. Di qui l’appello agli imprenditori della città, che si sono fatti avanti per sostenere le opere, ma non oltre i 30mila euro. Ed è quindi al momento difficile prevedere i tempi del progetto. E anche la futura organizzazione. A quel che si è capito l’ex nido ospiterà sicuramente il centro prelievi e il Cup. «L’accordo è per far riaprire i servizi sanitari essenziali», dice Cascini, «ma sta alla Asl decidere. Certamente noi come Comune supervisioneremo l’iter, premendo sui tempi di realizzazione e vigilando perché ci siano più servizi possibile. Io auspico l’attivazione di una piccola unità di cure primarie, con una decina di medici che a turno possano far sì che ci siano sempre 2 medici presenti, per assicurare 62 ore di lavoro a settimana. Potrebbe essere una sorta di hub per la medicina del territorio con ambulatori dedicati alle malattie croniche che potrebbero essere organizzati a turno anche in una sola stanza».
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