Distretto sanitario senza direttore: incontro tra i sindaci di 19 comuni

23 Febbraio 2022

VASTO . I servizi sanitari nel medio e alto Vastese sono sempre più precari. I sindaci dei 19 piccoli comuni montani si sono riuniti nella sede dell’ex-comunità montana di Torrebruna. L’argomento...

VASTO . I servizi sanitari nel medio e alto Vastese sono sempre più precari. I sindaci dei 19 piccoli comuni montani si sono riuniti nella sede dell’ex-comunità montana di Torrebruna. L’argomento principale discusso nel corso dell’assemblea è stato nuovamente quello della mancanza di un direttore del distretto sanitario di Gissi-Castiglione Messer Marino, più volte richiesto anche tramite nota scritta dai sindaci dei due comuni, Agostino Chieffo e Felice Magnacca insieme ad altri 17 colleghi. Il 24 novembre scorso, la direzione generale della Asl aveva assicurato la nomina di un nuovo dirigente nel più breve tempo possibile. Così non è stato e allora i sindaci hanno deciso di proporre loro un nome. «Vogliamo», scrivono, «porre all’attenzione del direttore generale una nostra proposta, quella di affidare la reggenza della direzione distrettuale al dottor Fiore Di Giovanni. L’intero territorio ne ha grande stima, ne riconosce l’ottima capacità organizzativa e la giusta determinazione. Inoltre il dottor Di Giovanni è attualmente direttore di un’area con le stesse problematiche della nostra zona, di cui peraltro già conosce nel dettaglio le criticità, avendo ricoperto il ruolo di direttore del distretto sanitario Gissi-Castiglione fino al 2014. A oggi, non ci risulta che da parte della direzione della Asl 02 sia stato emanato alcun atto o delibera che ufficializzi la carenza per tale mansione».
I sindaci sono fortemente preoccupati per la mancanza di un dirigente effettivo, sia in riferimento alla difficile situazione emergenziale provocata dalla pandemia sia perché il distretto sta attraversando un periodo estremamente delicato in ordine alla rimodulazione e alla sopravvivenza stessa di servizi essenziali per i cittadini. «La mancanza», annotano, «di una vera programmazione sanitaria territoriale nel nostro distretto rende concreto il rischio di essere tagliati fuori dall’imminente riorganizzazione sanitaria prevista dalla Regione, a cui più volte lo stesso assessore alla sanità Nicoletta Verì ha fatto riferimento, e di perdere l’opportunità costituita dai fondi del Pnrr in chiave di riequilibrio territoriale, che vada a colmare il divario esistente tra l’assistenza sanitaria delle aree cittadine e costiere e quella delle nostre aree interne. Crediamo che già in molte occasioni il nostro territorio sia stato penalizzato e considerato marginale, non possiamo perciò aspettare altro tempo e pensare di perdere altre occasioni, poiché senza dubbio tutto ciò porterebbe alla morte del comprensorio». (p.c.)
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