Distrutta dai vandali la statua di Padre Pio

29 Ottobre 2016

Gesto sacrilego allo Scalo nella piazza del Villaggio Celdit Carabinieri e vigili urbani a caccia dei responsabili

CHIETI. È stata ritrovata in frantumi, con i fiori e i rosari sparsi a terra in mezzo ai cocci della statua. Atto sacrilego in piazza San Pio X, nel cuore del degradato quartiere del Villaggio Celdit a Chieti Scalo, dove i vandali hanno distrutto la piccola statua di padre Pio.

Un gesto assurdo che ha suscitato indignazione e sdegno tra gli abitanti del quartiere, dove l’effige di San Pio era stata sistemata su un cippo bianco dalla famiglia D’Elia in memoria di Alfredo D’Elia, residente del quartiere, grande tifoso neroverde, tragicamente scomparso nel 2004 a soli trent’anni. Ma pare che gli atti di teppismo della notte non si siano scagliati solo contro la statua. Non contenti di aver commesso il gesto vile e sacrilego, sembra infatti che i vandali si siano scagliati anche contro alcune fioriere che sono state ritrovate in pezzi e che siano stati rotti pure i citofoni di alcune abitazioni della zona. Sul caso stanno indagando i carabinieri e gli uomini della Polizia municipale che nella giornata di ieri hanno ascoltato persone che sono state in grado di riferire su alcune circostanze che hanno caratterizzato gli atti di teppismo. Ad essere stati costretti ad assistere allo scempio della statua in frantumi sono stati anche i piccoli allievi della scuola elementare del rione che stavano partecipando a un progetto promosso da Legambiente per ripulire piazza San Pio X. La bandiera gialla di Legambiente è ancora rimasta attaccata al tronco di un albero della piazza, ma i bambini non si sono potuti avvicinare ai cocci rotti della statua del santo, in attesa che arrivassero le forze dell’ordine per i rilievi. La famiglia D’Elia sembra sia intenzionata a voler risistemare un’altra statua del Santo di Pietrelcina sul cippo rimasto spoglio, questa volta magari protetta da un’inferriata.

Lo ha fatto sapere Ettorino Toto, che aveva curato la collocazione della statua sul basamento bianco. Gli abitanti del quartiere, che già sono costretti a convivere con strade dissestate, marciapiedi impraticabili, perdite d’acqua perenni, poca acqua potabile in casa e palazzine Ater in pessimo stato, chiedono maggiore controllo e magari, visto che le forze in campo sono risicate, anche un sistema di videosorveglianza. A un passo dall’università d’Annunzio, il Villaggio Celdit risulta sempre più abbandonato a se stesso. Davvero un brutto biglietto da visita della città per i tanti studenti universitari che hanno deciso di affittare lì un appartamento. (a.i.)