Ditta di abiti ora fa mascherine

25 Aprile 2020

A Guardiagrele un’altra storia di riconversione per resistere alla crisi

GUARDIAGRELE. Dai capi professionali per tutte le attività lavorative alle mascherine. La ditta L&D di Guardiagrele, presente sul mercato tessile da oltre trent’anni, ha trasformato così il suo processo produttivo per resistere alla crisi provocata dal coronavirus. È un’altra storia di aziende che si riorganizzano per fronteggiare l’emergenza. «Le mascherine che stiamo producendo», spiega Inka Zulli, imprenditrice ma anche consigliera comunale, «sono di prima qualità, con due strati di tessuto idrofobo traspirante che non assorbe acqua e uno strato di tessuto 100% cotone, testate per essere lavate a 60 gradi. Non sono certamente mascherine Ffp2 o Ffp3, ma consentono comunque di soddisfare le esigenze di una fascia più ampia della popolazione e di lavoratori che ad oggi, secondo le linee dell’Organizzazione mondiale della sanità, non necessitano di mascherine o dispositivi medici chirurgici, come le forze dell’ordine e gli ad detti agli uffici aperti al pubblico o alla vendita di alimenti».
L’azienda guardiese, attualmente, sta producendo circa 1.200 mascherine al giorno. «Sul nostro territorio», precisa Zulli, «abbiamo dato la priorità a chi è impegnato in prima linea nella lotta contro il Covid-19 e a chi non è purtroppo riuscito a reperire le mascherine a causa dell’emergenza. Stiamo comunque cercando di rispondere al meglio a tutte le richieste dei nostri principali clienti, specialmente delle aziende che svolgono lavori di primaria importanza, rimaste aperte dopo l’ultimo decreto. A breve», conclude Zulli, «inizieremo anche la produzione di camici e tute monouso, altri importanti dispositivi di protezione, indispensabili sopratutto per il settore sanitario».
Un’altra ditta che ha cambiato le sue produzioni per realizzare mascherine è quella di Carmela D’Angelo a Roccamontepiano: la ditta ha avviato la produzione con il supporto di altre due imprese, la Neos Italia e il Berrettificio Diadema.
Giovanni Iannamico