Dolore e rabbia, il sindacato chiede sicurezza

Cordoglio unanime delle forze sociali e politiche. Fca: «Vicini alla famiglia, collaboriamo alle indagini»
ATESSA. Dolore e sconcerto. Il mondo del lavoro si stringe attorno ai familiari di Cristian Terilli, diventato, suo malgrado, uno dei tanti numeri che affollano i registri delle morti bianche in Abruzzo, regione che detiene la maglia nera per le morti e gli infortuni sul lavoro. Solo nel 2017, secondo i dati Inail, c’erano stati 127 casi mortali con un +33% rispetto ai 95 casi del 2016.
Il primo a commentare la notizia su Twitter è stato Marco Bentivogli, segretario generale della Fim, a poche ore dal dramma: «Si apre malissimo l’anno». «Fca», si legge in una nota aziendale, «esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia per la tragica scomparsa di Cristian Terilli, dipendente della ditta Sinergia, deceduto nello stabilimento della Sevel durante un intervento di manutenzione per conto della Comau, società del gruppo Fca. L’azienda, per quanto di sua competenza, sta collaborando attivamente con le autorità competenti che stanno compiendo gli accertamenti sulle cause dell’incidente drammatico ed eccezionale».
«Comincia malissimo il 2020», scrive il segretario Fim, Abruzzo e Molise, Domenico Bologna, «non si può tollerare che nel giro di 4 mesi si siano verificati due incidenti mortali negli stabilimenti di Fca (a ottobre incidente mortale in Fca Cassino, ndc). L’incidente è avvenuto in un momento in cui le produzioni sono ferme e in un momento di relativa calma senza la pressione delle esigenze produttive». «Come Uilm», commenta Nicola Manzi, segretario di Chieti-Pescara, «manifestiamo dolore e la rabbia per la morte di questo ragazzo che oggi purtroppo non tornerà a casa. Questa morte ci deve ricordare che la sicurezza sui luoghi di lavoro è un diritto irrinunciabile che ogni dipendente deve pretendere. Gli imprenditori devono fare prevenzione, formazione e informazione sulla sicurezza, il fondamento del rapporto di lavoro, senza mai dimenticare che la vita e la salute sono al primo posto».
«È necessario intervenire con urgenza», ammonisce la Fiom per voce del segretario provinciale Alfredo Fegatelli, «è inaccettabile che i lavoratori rischino infortuni o perdano la vita. C’è una responsabilità di prevenzione e controllo delle imprese e delle istituzioni pubbliche». Anche per Antonio D’Alonzo, Ugl, si tratta «di una morte inaccettabile». «Non è il momento delle accuse», commenta l’Usb, «ma la morte di Cristian non può essere ricondotta alla sola casualità: siamo sicuri che sia sempre un bene che un’azienda produca senza sosta non concedendo tempi congrui per effettuare lavori e manutenzioni varie? I sistemi di controllo sono efficaci?».
Per Maurizio Acerbo e Antonello Patta, di Rifondazione comunista, «dicono che la classe operaia non esiste più ma in compenso ogni giorno muore un operaio sul lavoro. La cancellazione dell'articolo 18 ha indebolito il principale strumento di prevenzione: il potere contrattuale dei lavoratori». «Assistiamo a una vera e propria strage quotidiana sui luoghi di lavoro», dice Daniele Marinelli, per il Pd Abruzzo, «bisogna unirsi in uno sforzo straordinario per favorire una maggiore sicurezza per le lavoratrici e per i lavoratori, perché si interrompa questa tragedia senza fine. È inaccettabile che si continui a morire di lavoro ed è necessario impegnarsi da subito perché questa consapevolezza diventi priorità assoluta per le istituzioni di questo Paese».
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