Domani doppio saluto a Pollice: i funerali in città e a Gamberale

23 Ottobre 2022

Le messe alle 10 nella chiesa del Tricalle e alle 15 nel paese di origine del medico ed ex politico della Dc Il dolore della figlia Marialaura: «Mi ha insegnato la capacità d’ascolto e il dialogo, la gente lo amava»

CHIETI. La camera ardente allestita nella sala consiliare del palazzo della Provincia è un via vai fin dall’apertura, ieri a mezzogiorno. In tanti arrivano per dare l’ultimo saluto a Filippo Pollice, morto venerdì all’età di 89 anni.
Il presidente della Provincia, Francesco Menna, ha subito offerto quella sala che ha visto il medico e professore universitario passare diversi anni della sua carriera politica proprio in quella sede, da consigliere e assessore provinciale della Democrazia cristiana. Per la Dc teatina e regionale, a cavallo degli ultimi decenni del secolo scorso, è stato un punto di riferimento. Nel 1985 è stato eletto in consiglio regionale e nel 1990 è diventato assessore regionale al Turismo, Sport e Lavoro. Perciò tra i tanti che si sono alternati nella camera ardente, che continua a essere allestita in Provincia anche per la giornata di oggi dalle 8 alle 19, sono arrivati anche tanti personaggi del mondo della politica di ieri e di oggi. Ad accogliere tutti c’erano la moglie Elsa e la figlia Marialaura. Entrambe con qualcosa a cui attaccarsi per far fronte al dolore. Marialaura con in mano un libricino con alcune frasi scritte per lei dal padre, Elsa con il pensiero del nipotino Filippo di quasi 11 anni, «è uguale al nonno», confida seduta accanto alla bara, «intelligente, pronto ad aiutare gli altri e con la stessa carica di empatia. Ora è ad Avezzano con la mamma Valeria». Filippo è il figlio dell’amato figlio Rocco, morto nel 2014.
I funerali si terranno domani con un doppio rito, alle 10 nella chiesa della Trinità e poi alle 15 nella chiesa parrocchiale di Gamberale, il suo paese d’origine.
Filippo Pollice se n’è andato dopo 11 mesi d’ospedale e 6 interventi chirurgici. Una malattia affrontata con quello spirito forte che non gli era mai mancato. «Era un uomo intelligente e colto, mi ha insegnato la capacità d’ascolto e di dialogo», dice la figlia Marialaura, «ricordo che, pur essendo democristiano, alle persone che lo fermavano, non chiedeva mai di quale partito erano, ma solo di cosa avessero bisogno. È sempre stato innamorato di mia madre, loro due hanno sempre fatto squadra». «Il primo e unico tradimento», interviene la madre, «me lo ha fatto ieri, quando è andato via». Madre e figlia ne ricordano anche l’attività da professore universitario e di direttore del Dipartimento Salute Mentale di Chieti, sottolineano il grande affetto per i suoi allievi, seguiti anche fin dopo il corso di studio.
Tante le voci della politica che hanno ricordato la sua scomparsa. Dal presidente della Provincia Menna, al segretario regionale Udc ed ex presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, all’altro ex presidente della Provincia Tommaso Coletti. Lo ha ricordato anche Gianni Melilla, ex parlamentare e dirigente del Partito comunista, che all’epoca fu sua avversario politico, ma che gli ha sempre riconosciuto «lealtà e disponibilità al dialogo». L’ex assessore comunale Raffaele Di Felice lo ha ricordato come «uno degli ultimi veri democristiani, uno di quei personaggi che fa parte di un momento di storia irripetibile, una persona che con grande impegno ha dato molto».
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