Domani lo sciopero dei metalmeccanici: «Facciamoci sentire»
LANCIANO. La classe operaia deve tornare a riprendersi le piazze e lottare contro le politiche governative che hanno reso il Paese più povero, meno informato, con meno tutele e meno diritti. Rocco...
LANCIANO. La classe operaia deve tornare a riprendersi le piazze e lottare contro le politiche governative che hanno reso il Paese più povero, meno informato, con meno tutele e meno diritti. Rocco Palombella, segretario generale della Uilm è chiaro: lo sciopero nazionale dei metalmeccanici di domani, in un giorno lavorativo in cui ai lavoratori si chiede di fare uno sforzo in più, è più che mai urgente. Ieri, a Villa Medici, Palombella ha incontrato i delegati Uilm di Abruzzo e Molise. «Riteniamo che in Italia esista un problema», spiega, «e riguarda l’intero settore dell’industria manifatturiera. Negli ultimi cinque anni sono stati persi 300mila posti di lavoro e in due mesi i tavoli di vertenza aperti al Mise sono passati da 138 a 150 coinvolgendo un totale di 250mila lavoratori. È il momento di farsi sentire».
Il segretario generale della Uilm parla anche della situazione delle aziende in Val di Sangro. «Fino ad adesso con Sevel avevamo la certezza di avere un prodotto esclusivo in Europa», considera Palombella, «ma dopo l’annuncio del gruppo industriale francese Psa di voler produrre centomila furgoni in Polonia dal 2021 non sarà più così. Sevel, certo, può contare su un vantaggio storicamente acquisito dal punto di vista della competitività, professionalità e qualità, ma non bisogna abbassare la guardia».
Quanto alla trattativa di fusione tra Fca e Renault-Nissan, per Palombella «esistono margini per una ripresa del dialogo tra le multinazionali. «Certo», aggiunge il segretario Uilm, «il governo italiano dovrebbe farsi sentire di più».
E su una probabile fine della joint venture tra Fca e Psa in Sevel (prevista per il 2023) il sindacalista resta fiducioso: «Prima che si parli della fine di un accordo durato quasi 40 anni bisogna vedere i risultati. Se ci sono quelli allora la joint- venture resta in piedi».
Un giudizio è stato espresso anche sul caso Blutec: «Fermo restando l’attenzione ai livelli occupazionali, Fca faccia un’analisi dei suoi fornitori: alcune lavorazioni possono essere anche internalizzate». (d.d.l.)
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