Domenico Racanati caduto nel Trigno, si va verso il recupero della salma

Dopo oltre 4 mesi, il fiume verrà ripulito per consentire le ricerche del 53enne finito con l’auto sotto il ponte crollato
VASTO. Il recupero del corpo di Domenico Racanati, 53 anni, il marittimo di Bisceglie finito sotto i detriti del ponte del Trigno crollato il 2 aprile scorso, potrebbe essere imminente. La conferma arriva dal presidente della Regione Molise, Francesco Roberti. Il recupero sarà preceduto della bonifica del fiume da eventuali ordigni della Seconda guerra mondiale, attraverso un’operazione appena annunciata e che sarà finanziata dalla Protezione civile del Molise, come disposto dalla prefettura di Campobasso all’indomani del tavolo tecnico che si è tenuto nei locali della procura di Larino comprendendo tutti gli enti coinvolti.
«La Protezione civile si è resa disponibile a finanziare la bonifica del tratto del fiume Trigno che è stato interessato dal crollo del ponte dello scorso 2 aprile», scrive in una nota il governatore del Molise, precisando che «sarà fatta, dove la possibile presenza di ordigni bellici ha finora impedito di intervenire in sicurezza. È un passaggio necessario perché si possa poi procedere con le operazioni nell’area e dare seguito alle ricerche del corpo di Domenico Racanati. Come Regione Molise il primo pensiero resta per Domenico e per la sua famiglia».
Dopo un’attesa lunga ben quattro mesi, dunque, qualcosa si è mosso e finalmente quella montagna di detriti che dallo scorso aprile giace drammaticamente sul letto del fiume, verrà rimossa una volta per tutte. La famiglia di Domenico Racanati continua a seguire la vicenda e a lanciare appelli attraverso i propri canali social: «Non appena inizierà la rimozione dei detriti torneremo sul posto», fa sapere al Centro la sorella di Domenico, Marisa Racanati, perché, aggiunge, «la nostra vita è cambiata da quel 2 aprile. Riporteremo a casa Domenico, non ci fermeremo».
Le operazioni di dragaggio potrebbero iniziare già la settimana prossima con la bonifica. Una volta completata, con l’auspicio di un recupero del corpo, si procederà alla ricostruzione del ponte che potrebbe essere anche prefabbricato. Tuttavia la complessità tecnica e la sicurezza rimangono i fattori principali che determinano il ritmo delle operazioni. L’importante è superare tutti i vincoli tecnici e burocratici che fino a oggi hanno impedito a una famiglia di dare sepoltura al loro caro. Sulla vicenda è in corso un’inchiesta della Procura di Larino mirata ad accertare le cause del crollo del ponte che era stato ristrutturato da poco.
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