16 agosto

Oggi, ma nel 1999, a Pisa, nella caserma “Gian Paolo Gamerra” della brigata Folgore, alle 14, sotto un tavolaccio posto ai piedi della torre d’asciugatura dei paracadute, veniva rinvenuto il cadavere dell’allievo paracadutista di leva Emanuele Scieri, siracusano di 26 anni, “scomparso” da tre giorni, verosimilmente vittima di atto di “nonnismo” perché con buona probabilità forzato ad arrampicarsi. Probabilmente era scivolato proprio dal punto sopraelevato della scaletta, perché perché colpito dai due ex caporali. Dopo il tonfo l’aspirante parà, fresco della laurea in Giurisprudenza, sarebbe stato lasciato agonizzante a terra, con la testa fracassata, nell’area preclusa alle reclute.
E, stando ai rilievi del dottor Marino Bargagna, ordinario di Medicina legale dell’ateneo pisano, il pronto intervento avrebbe potuto anche salvare la vita alla vittima delle vessazioni, sia psicologiche che fisiche, degli anziani in basco amaranto sui nuovi arrivati ad espletare la naja (nella foto, particolare, la notizia riportata sul quotidiano torinese “La Stampa”, del 18 agosto 1999). La vicenda -che avveniva poco prima del contrappello delle 23 del 13 agosto di quel 1999, che era anche il primo giorno di Scieri nella blasonata base Ceapar comandata dal colonnello Pierangelo Corradi- destava enorme clamore mediatico in tutto il Belpaese, già alle prese con le proteste sull’eliminazione del servizio obbligatorio armato che verrà sospeso in tempo di pace, dall’1 gennaio 2005 grazie alla “Legge Martino”, dal cognome del ministro della Difesa Antonio del governo bis di Silvio Berlusconi, la numero 226 del 23 agosto 2004, quindi con azione sui nati dall’1 gennaio 1986 in poi.
Il 4 novembre 2015 verrà istituita, con delibera della Camera dei deputati, anche la Commissione parlamentare d’inchiesta per occuparsi del fattaccio. Organismo che sarà presieduto da Sofia Amoddio, onorevole del Partito democratico, avvocato penalista, originaria di Sortino nel siracusano, e che porterà alla riapertura delle indagini, del 2 ottobre 2017, da parte della Procura della Repubblica pisana. Il 14 ottobre 2025 Alessandro Panella e Luigi Zabara verranno condannati, in via definitiva, dopo il passaggio in Corte di cassazione al termine del tortuoso iter giudiziario, rispettivamente a 22 anni di reclusione e a 9 e 9 mesi per concorso in omicidio volontario. Tutta la vicenda verrà rievocata dalla giornalista Claudia Carbone, nelle 472 pagine del volume intitolato “Lele lo sa. Il caso Scieri: tutto quello che dovreste sapere”, che sarà auto-pubblicato tramite Youcanprint nel 2023.
