Don Gino: povertà in aumento Allo Scalo in 200 alla Caritas

2 Gennaio 2018

Nella chiesa del Santissimo Crocifisso sono in attività sia la mensa gratuita che il centro d’ascolto Il parroco: «Aiutiamo le famiglie che non ce la fanno, gli anziani soli e gli stranieri di passaggio»

CHIETI. «Vengono persone di passaggio che non sanno a quale porta bussare. Ma gli habitué sono soprattutto anziani del posto, persone rimaste sole, che non sanno di che vivere». Parroco dal 2001 del Santissimo Crocifisso, don Gino Marino, 74 anni, gestisce l’unica mensa dei poveri della parte bassa della città (sul colle ce n’è un’altra in corso Marrucino gestita dalle suore). La mensa è una struttura della Caritas. È intitolata a Madre Teresa di Calcutta ed è aperta tutti i giorni, con la sola eccezione del mese di agosto.
Siamo andati a trovarlo nel penultimo giorno dell’anno e la mensa era strapiena. «Oggi sono una trentina e di più non sapremmo dove metterli», dice don Gino con un pizzico di preoccupazione. In cucina, indaffarate tra piatti e pentole, ci sono le due cuoche Filomena Pellegrino e Maria Marcuccitti. Insieme a loro c’è Angelo Laselva, anche lui impegnato a cercare di rimediare qualcosa da servire gli ospiti. «In media ne abbiamo una ventina», spiega don Gino, «quando ne arrivano di più cerchiamo comunque di soddisfare tutti». Oltre che dalla Caritas, la mensa viene sostenuta anche dal Banco alimentare, dalla diocesi, dalle offerte dei fedeli e da alcuni benefattori che stanno vicino al parroco. Don Gino va particolarmente orgoglioso delle numerose presenze nella sua chiesa. «Nel corso delle cinque messe domenicali sono circa mille i fedeli che entrano in chiesa. E di questa grande partecipazione sono ovviamente molto contento». Oltre alla mensa, nella parrocchia c’è anche un centro d’ascolto gestito, come la mensa, da volontari. Sono una quarantina quelli che prestano il loro tempo gratuitamente nelle due strutture per venire in contro alle tante situazioni di disagio. Il centro d’ascolto, ogni due settimane, distribuisce anche derrate alimentari. «Portiamo aiuto a circa 80 famiglie», dice don Gino, «complessivamente sono circa 200 le persone che aiutiamo all’anno e, per quel che è la mia esperienza, devo purtroppo dire che la povertà è in aumento». Tra mensa e centro d’ascolto, che funziona anche da centro di distribuzione alimentare, don Gino spende il 50% delle risorse della sua parrocchia.
Alla mensa si entra dalla parte posteriore, rispetto all’entrata principale della chiesa del Santissimo Crocifisso in piazzale Marconi. L’antivigilia di Natale c’è l’appuntamento fisso con l’arcivescovo di Chieti Vasto Bruno Forte ospite a pranzo.
«Vengono diversi stranieri, ma gli ospiti più o meno fissi sono italiani», dice don Gino, «si tratta di anziani rimasti soli, gente che non riesce a vivere con la propria piccola pensione e non sa come arrivare a fine mese. Oltre a un pasto caldo, noi diamo loro tutto il sostegno che possiamo. Ci sono anche gli ospiti di passaggio. Arrivano dalla stazione, si guardano intorno e la prima cosa che fanno è andare in chiesa». Arrivato nel 2001, don Gino ha speso i primi sei anni di attività nel rimettere a posto la struttura che ha anche all’interno un campo da basket e pallavolo e un auditorium teatrale a servizio della comunità.
La chiesa nuova del Santissimo Crocifisso è stata terminata nel 1965. La struttura (che contiene diverse sale parrocchiali al secondo piano e anche alloggi per i religiosi) era un ex istituto religioso gestito dai frati Servi di Maria che nell’ultimo periodo non ce la facevano più a mandarla avanti. Quando don Gino è arrivato l’ha trovata quasi del tutto abbandonata a se stessa e si è dovuto dare molto da fare per rimetterla in sesto. Adesso, oltre ad andare incontro ai disagi e alla povertà, rappresenta un importante punto di aggregazione per tutta la parrocchia che la frequenta e la utilizza per vari scopi. (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.