Don Jean: «Emilia sapeva sorridere anche nel dolore»

7 Novembre 2017

LANCIANO. «Emilia aveva un dono: era capace di amare e sorridere anche nei momenti difficili e tra dolori lancinanti. Dimenticava i dolori per vedere i figli e per donarsi agli altri: un gesto di...

LANCIANO. «Emilia aveva un dono: era capace di amare e sorridere anche nei momenti difficili e tra dolori lancinanti. Dimenticava i dolori per vedere i figli e per donarsi agli altri: un gesto di amore cristiano incredibile». Don Jean Bosco, parroco della chiesa di San Gabriele a Ortona e amico di famiglia, ricorda Emilia Giuliana Paolini durante l’omelia del funerale, celebrato ieri in cattedrale. Emilia è morta sabato, a 40 anni, dopo aver combattuto contro un male che non le ha lasciato scampo. In tanti ieri hanno voluto ricordarla come passionaria, amante del teatro e della politica; come mamma, che adorava i due figli Pietro ed Emanuele; come amica che sapeva ascoltare e aiutare. Ci sono anche insegnanti del liceo classico, dove Emilia ha studiato, a posare lo sguardo mesto sulla bara chiara coperta di rose bianche, arancioni e candide orchidee. «È un momento di dolore», dice don Emanuele Bianco, vice parroco della cattedrale, «ma bisogna trasformare il dolore in preghiera, speranza e fiducia in Cristo». Un dolore immenso quello della sorella Sonia, dei genitori Lucio e Celestina, del marito Angelo, dei figli e degli amici di una donna generosa, sempre aperta al confronto e al dialogo. Coordinatrice cittadina dell’Idv, nel 2009 si candidò alle elezioni provinciali riportando ben 728 voti. Poi nel 2011, alle elezioni comunali si candidò nella lista “Uniti per Lanciano” che sosteneva Mario Pupillo. Ma l’amore più grande era per i suoi figli. «Quando vedevo Emilia guardare i suoi bimbi, vedevo il cuore che si apriva all’amore puro», dice don Jean, «e questo amore non è finito. Anche nella sofferenza sorrideva perché capiva che poteva dare gioia. Quarant’anni non sono tanti, ma non sono neppure pochi se vissuti con qualità. E la vita di Emilia è stata di qualità». (t.d.r.)