Don Roberto: litigavano sempre, sentivo anche rumore di piatti rotti

21 Ottobre 2022

CHIETI. «Tutto il palazzo li sentiva spesso litigare. Era una situazione abbastanza difficile». Anche a Chieti, nelle case popolari di via delle Acacie, a Madonna degli Angeli, la situazione era la...

CHIETI. «Tutto il palazzo li sentiva spesso litigare. Era una situazione abbastanza difficile». Anche a Chieti, nelle case popolari di via delle Acacie, a Madonna degli Angeli, la situazione era la stessa descritta a Bucchianico: mamma Paola De Vincentiis e il figlio Cristiano discutevano di frequente. E ad alta voce. Tanto che tutto il condominio avvertiva quelle liti continue. A dirlo è il parroco di Madonna degli Angeli, don Roberto Miccoli, un’istituzione nel quartiere, un sacerdote dalla porta sempre aperta per chi ha bisogno.
Ma, a differenza di quanto avveniva a Bucchianico con padre Germano Santone, parroco di San Camillo de Lellis, «da me non erano mai venuti a chiedere qualcosa», dice don Roberto. «Nonostante questo, avevo capito che dietro quella famiglia c’era un disagio, ma non pensavo tanto grave».
L’epilogo di mercoledì mattina, con le coltellate del figlio contro la mamma, che hanno portato alla morte la 69enne, il parroco non avrebbe mai potuto immaginarlo. Il rammarico di don Roberto è di non aver avuto il tempo sufficiente per avvicinare la donna, entrare in confidenza e chiederle se avesse bisogno di aiuto.
«Sono rimasti in via delle Acacie all’incirca un annetto», dice il parroco, «mi risulta che l’appartamento l’avessero comprato, per cui mi sono chiesto come mai fossero andati via». Attualmente l’abitazione di via delle Acacie 2 è stata affittata, ma il dubbio su che cosa avesse spinto Paola ad andare via, dopo l’acquisto dell’immobile, nel parroco è rimasto.
«Ho avuto la sensazione che lei fuggisse da qualcosa o qualcuno. Fin quando sono stati qui, li sentivano tutti discutere animatamente. Ricordo che una notte ho avvertito i rumori di piatti rotti al culmine di una lite. Per il resto la famiglia non ha mai dato fastidio al condominio. Lui si faceva notare perché girava sempre con quella grossa moto. La signora era una donna tranquilla. Era invece il figlio che spesso si sentiva urlare in casa e, tante volte, mi sono ritrovato a pensare a quale dramma questa donna vivesse».
Cristiano era finito nei guai per storie di aggressioni e minacce. Aveva collezionato diversi precedenti penali. In un paio di circostanze, ad avere la peggio erano state le sue ex compagne; in altre, i vicini di casa. «A parte liti e rumori, in questo condominio lui non ha dato fastidio», dice il parroco che ricorda anche di aver intravisto la sorella di lei, ma non i due figli che lui aveva avuto pur non essendo sposato.