Donna morta, sorella e cognato restano in silenzio davanti al pm

I coniugi sono indagati con l’accusa di omicidio volontario avvenuto in occasione di maltrattamenti Gli avvocati: «Respingono la contestazione, ma in questa fase sarebbe stato complicato rispondere»
CHIETI. Hanno scelto il silenzio. Lunella Civitarese e Donato Di Meo, sotto inchiesta con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato per la morte di Valentina Civitarese, ortonese di 78 anni, rispettivamente sorella e cognata degli indagati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al pubblico ministero Giancarlo Ciani. I coniugi, accompagnati dagli avvocati Domenico Gianluca Travaglini e Maria Elena Cicconetti, sono stati convocati in procura ieri pomeriggio per affrontare l’interrogatorio. Giusto il tempo di declinare le proprie generalità, prima l’una e poi l’altro, e dichiarare la volontà di restare a bocca chiusa. Poi, hanno lasciato gli uffici giudiziari di via Spaventa.
I difensori hanno motivato così la decisione di tacere fatta da moglie e marito, lei 74 anni e lui 72: «Non è ancora chiara la causa della morte, al momento non c’è alcuna certezza in merito. Sarebbe stato molto complicato rispondere senza avere una cognizione piena dell’accaduto». I coniugi, sempre attraverso i legali, respingono l’accusa di essere responsabili del decesso dell’anziana, che viveva con loro in un’abitazione di Villa Rogatti a Ortona e soffriva di una malattia degenerativa in stato avanzato. Valentina è spirata venerdì scorso all’ospedale Renzetti di Lanciano, dov’era stata trasportata in ambulanza, poche ore prima, con una serie di traumi e lesioni a livello toracico. Al momento, la procura ipotizza nei confronti della sorella e del cognato della vittima anche una serie di aggravanti: aver commesso il fatto in occasione di maltrattamenti, con l’abuso delle relazioni domestiche e approfittando della minorata difesa della vittima.
Determinante, per il prosieguo dell’inchiesta condotta dai poliziotti della squadra mobile di Chieti, sarà l’esito dell’autopsia affidata al medico legale Pietro Falco e in programma, domani mattina, all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata. Gli indagati hanno nominato come consulente Gabriele Paolini.
Bisognerà accertare se le lesioni riportate dall’anziana siano compatibili con una o più cadute accidentali avvenute all’interno dell’abitazione oppure siano legate a eventuali episodi di maltrattamenti.
Nelle ore successive alla morte dell’anziana, dunque quando non erano ancora indagati, Lunella Civitarese e Donato Di Meo hanno raccontato che la 78enne era caduta in casa in diverse circostanze: l’episodio più rilevante risalirebbe a una decina di giorni prima del decesso. I difensori sottolineano come siano stati sempre i coniugi «a chiamare i soccorsi e ad attivarsi per verificare perché Valentina stesse male. Anche il giorno precedente alla morte avevano telefonato sia al 118 che al medico di famiglia, ma non era stato ritenuto necessario il trasporto in ospedale di Valentina, che aveva già la febbre».
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