Dopo il Mastrogiurato capitola anche l’Emf

L’Estate musicale frentana rischia di chiudere i battenti: mancano ancora i fondi 2014 della Regione
LANCIANO. Dopo il Mastrogiurato anche l’altra istituzione culturale cittadina, l’Estate musicale frentana, rischia di chiudere i battenti a causa dei mancati finanziamenti promessi e non dati dalla Regione. Con un colpo di spugna così, come se nulla fosse, la Regione se non interviene subito cancellerà due istituzioni storiche della città che danno lustro alla regione e che sono internazionali. Un colpo di spugna che laverebbe manifestazioni che hanno anche ricadute positive economiche per il territorio.
«Quest’anno non c’è nemmeno il programma del Mastrogiurato», ha detto giorni fa il presidente Danilo Marfisi. «Noi andiamo avanti fino al 10 agosto, poi se la Regione non batterà un colpo ci arrenderemo», gli fa eco Omar Crocetti, presidente degli “Amici della musica”, che deve fare i conti col mancato arrivo dei contributi regionali per l’edizione 2014 dell’Estate musicale frentana pari a 45mila euro, e zero euro, finora, per il 2015.
Un’istituzione tra le più longeve (44 anni) e prestigiose, che permette ai giovani musicisti di formarsi a livello orchestrale, unisce didattica e concerti rischia il 10 agosto di abbassare il sipario sull’ultimo concerto non solo della stagione 2015, che arriva al 26 dicembre, ma sull’istituzione.
«La Regione è passata dai 202 mila euro di finanziamento del 2010», spiega Crocetti, «ai 45mila euro attuali che però, per il 2014, non sono stati pagati e che per il 2015 saranno oggetto di una revisione di cui non si ha contezza. Lavoriamo con un terzo dei fondi che avevamo per legge, con progetti apprezzati in tutto il mondo. Con l’Orchestra sinfonica internazionale giovanile siamo appena tornati da Ravello, uno dei festival più prestigiosi. Ma siamo appesi a un filo». Il Comune finora non ha fatto mancare il sostegno di 45mila euro, ma sta rivedendo l’assegnazione dei fondi per molte associazioni. «Oggi abbiamo 300 ragazzi a lezione», dice Crocetti, «e ne abbiamo dovuti rimandare indietro altri 180 perché ho tagliato due orchestre. Ne deriva un taglio anche dei maestri, dei musicisti e familiari che arrivavano a Lanciano». Quindi di entrate economiche per hotel, bar, negozi. Nel 2014 c’erano stati 37 concerti, 1.818 musicisti e docenti, 504 borse di studio. Anche la nuova stagione prevedeva 28 concerti, più i 9 concerti del parco, ospiti prestigiosi,ma ora al giro di boa, il 10 agosto, con la fine della programmazione estiva, bisogna fare i conti, e questi non ridanno.
Ci sono 50mila euro di debiti - guarda caso la Regione ne deve 45mila all’ente - non se ne possono creare altri. E pazienza se in 5 anni si sono fatti accordi con le maggiori scuole di musica mondiali: Sofia, Atene, Timisoaora, Bangkok,la Mannes school e la Juilliard school di New York. Pazienza se Lanciano in teoria è la città della musica. «Non ci piangiamo addosso», conclude Crocetti, «infatti abbiamo anche proposto una soluzione al Comune: creare una fondazione che riunisca tutte le associazioni che operano in città sotto il nome di “Fedele Fenaroli”».
Intanto però, c’è da capire che cosa intende fare la Regione. Per questo il tavolo organizzato dal Comune con i rappresentanti territoriali all’Emiciclo per parlare del Mastrogiurato deve tenersi al più presto e va discusso anche anche dell’Estate musicale frentana.
Teresa Di Rocco

