Dopo tre giorni di sciopero, slitta il cda

18 Dicembre 2015

Thales, tornano al lavoro i 98 dipendenti. I sindacati: ma l’azienda è indifferente alle nostre richieste

CHIETI. Dopo tre giorni di sciopero, tornano al lavoro nella giornata di oggi i 98 dipendenti Thales di via Mattei. Notizie non ufficiali vogliono che un minimo risultato la contestazione dei lavoratori l’abbia sortito: pare infatti che sia slittato il cda convocato in maniera straordinaria che avrebbe messo lavoratori e sindacati del sito davanti al “fatto compiuto”, quello che avrebbe segnato lo smantellamento del sito industriale teatino, a favore di altri insediamenti italiani del gruppo. Con i tre giorni di sciopero i lavoratori hanno bloccato importanti collaudi, cosa che ha arrecato un danno economico all’azienda. I dipendenti Thales erano più che pronti ai collaudi e li avrebbero portati a termine se solo fosse ripreso il dialogo sindacale. «L’obiettivo dello sciopero», spiegano i componenti della rsu Simone Di Nisio, Mario Pierdomenico e Carlo Caprari, «era quello di impedire lo svolgimento dei collaudi e di altre attività, come ad esempio l’inventario, previste durante questa settimana. La protesta ha comportato mancate fatturazioni per la Thales, quantificabili per diversi milioni di euro, ma nonostante ciò il top management è rimasto indifferente alle nostre richieste e non ha cercato la via del dialogo per evitare che ciò accadesse. E’ importante far presente che le attività propedeutiche e necessarie allo svolgimento dei collaudi sono state portate avanti regolarmente, predisponendo i materiali ed il personale a finalizzare quanto contrattualmente previsto non appena il top management avesse incontrato la rsu. Ma ciò non è avvenuto».