Doppie firme, la procura indaga su 50 cittadini

19 Giugno 2015

I guai arrivano dopo il voto. Oggi la proclamazione degli eletti, domenica la festa Forza Italia dà carta bianca a Di Primio che può anche uscire dall’Ncd di Alfano

CHIETI. Cinquanta doppie firme sospette apposte sulle liste che hanno partecipato alle elezioni comunali. La commissione elettorale, ieri, ha segnalato i nominativi alla Procura della Repubblica che ha subito aperto un’indagine condotta dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca. Intanto questa mattina è in programma la proclamazione dei consiglieri eletti con il premio di maggioranza che sarà di 20 consiglieri, più il sindaco, contro i 12 dell’opposizione. Non è escluso, quindi, che il primo dei consiglieri del centrosinistra non eletti, Serena Pompilio della civica Chieti per Chieti, possa fare ricorso al Tar chiedendo un premio di maggioranza a 19 consiglieri. E domenica alle 20 in piazza Malta la festa di Di Primio. Si è chiuso con una “fumata grigia”, invece, il faccia a faccia romano tra il sindaco e il ministro Angelino Alfano, leader di Ncd. Di Primio ha chiesto ad Alfano di tornare nel centrodestra ma il ministro ha preso tempo dando priorità alle riforme. Non è proprio scontata, di conseguenza, la futura permanenza del sindaco nell’Ncd. Partito che comunque avrà un ruolo di primo piano nella futura giunta al pari di Forza Italia che ieri ha avviato le consultazioni interne per individuare i nomi che occuperanno i tre posti di giunta disponibili. Fabrizio Di Stefano si dice concorde con il sindaco che ha ribadito la piena autonomia nella scelta degli assessori. «E’ un qualcosa di legittimo- sottolinea- e che compete alla sua carica istituzionale».

LE DOPPIE FIRME. La commissione elettorale ne ha individuate oltre cinquanta. I nominativi delle persone comparse in più di una lista elettorale sono stati girati alla Procura che ha avviato le indagini del caso coordinate dal sostituto procuratore Falasca. Nei prossimi mesi, quindi, le persone che finiranno nel registro degli indagati verranno chiamate dalle autorità competenti per spiegare la propria posizione e giustificare le doppie firme. Che, ovviamente, potrebbero essere anche state riprodotte lasciando all’oscuro di tutto i diretti interessati.

LA PROCLAMAZIONE. Ci sarà questa mattina con la commissione elettorale che ha optato per un premio di maggioranza a 20 consiglieri in virtù di quanto stabilito da una sentenza del Consiglio di Stato che ha arrotondato per eccesso il premio di maggioranza nel Comune di Vibo Valentia dal momento che il 60% di 32 consiglieri fa 19,2. All’opposizione, di conseguenza, spetteranno 12 consiglieri e non 13 come sarebbe accaduto con un premio di maggioranza a 19 consiglieri. Per questo non è escluso che il primo dei consiglieri non eletti in seno al centrosinistra possa inoltrare ricorso al Tar. Nel frattempo il Pd continua ad essere sferzato da Giustino Zulli che ha chiesto al segretario cittadino, Filippo Di Giovanni, una riunione urgente della direzione cittadina del partito. «Entro martedì prossima e aperta- dice Zulli- anche ai rappresentanti delle liste che hanno sostenuto la candidatura di Luigi Febo a sindaco della nostra città, per una prima analisi del voto e per assumere le decisioni conseguenti. La richiesta è motivata anche perché particolarmente avvertita da non pochi militanti e dirigenti del partito cittadino ma soprattutto perché, a quanto ho sentito dire in giro, si vorrebbe convocarla addirittura dopo l’estate».

SINDACO DA ALFANO. L’incontro tra il ministro Alfano, leader di Ncd, e il sindaco Di Primio è andato in scena ieri mattina a Roma. «Ho ribadito ad Alfano l’esigenza di tornare stabilmente nel centrodestra. Mi ha risposto - afferma Di Primio - che bisogna prima fare le riforme e poi decidere il da farsi. Vedremo cosa accadrà anche nella direzione nazionale del partito in programma la prossima settimana. Io non voglio dividere nulla ma la mia idea è quella di ricollocare il partito nel centro destra».