Dragaggio del porto, appello di 10 imprese: «Basta con i ritardi»

28 Maggio 2021

Allarme degli operatori: «Senza lavori i danni sono enormi» Chiesta una task force per lo sviluppo dell’infrastruttura 

ORTONA . «La mancanza del dragaggio e la piena funzionalità delle banchine nord e riva rendono inadeguato il porto alla sua piena vocazione commerciale». Lo dicono dieci imprese: Nervegna, Fiore, Fratino, Buonefra, Ecotec, Setra, Mariter, Ranalli, Di Sipio e Servimar, sottolineando i danni enormi causati dal mancato completamento dello scalo. «Il naviglio sta diventando sempre più grande, i flussi portuali in continua crescita rendono urgente il completamento delle infrastrutture non potendo accogliere contemporaneamente due navi di grandi dimensioni, causando al sistema produttivo danni economici per le attese in rada». Così fanno l’esempio della nave Sfl Medway, che arriva nei pressi del porto in concomitanza di un’altra nave di grandi dimensioni con priorità all’approdo su banchina nord nuova in quanto giunta prima. La stessa si vede costretta a stare sei giorni in rada attendendo il completamento delle operazioni in corso per poi poter ormeggiare. «Tale attesa determinerà un aggravio di costi stimati di oltre 100 mila euro per la ditta destinataria della merce», sottolineano le imprese.
«È logico pensare che il rischio di frequenti ritardi porti alla scelta di altri scali da parte di clienti e armatori». Alla luce di tutto ciò richiedono a gran voce l’immediata cantierizzazione del dragaggio alla banchina nord nuova ma anche la possibilità di palancare e dragare a 8,50 metri la banchina di riva consentendo l’utilizzo efficiente di circa un chilometro di banchine. «Tali interventi, che in altri porti sono di natura manutentiva, per il nostro sono divenuti condizione essenziale di sopravvivenza per uno scalo che ha dimostrato capacità operative eccezionali ai fini dei traffici anche in periodo pandemico», concludono le imprese. «Occorre riportare al centro del progetto di sviluppo regionale il completamento del porto che, per progetti legati all’agroalimentare, alla logistica militare, per vocazione commerciale e settore energetico, rappresenta un asset strategico per lo sviluppo della regione Abruzzo e per l’economia del centro Italia. Questo costituendo una task force tra gli enti competenti».