Dragaggio del porto Lascia l’incarico anche il terzo esperto

14 Ottobre 2017

Ortona. Altro colpo di scena sul contenzioso per l’appalto A rischio 9 milioni. Il sindaco: «Ci costituiamo in giudizio»

ORTONA. La questione dragaggio continua ad arricchirsi di colpi di scena. Anche il terzo verificatore nominato dal Consiglio di Stato a fine settembre per valutare alcune questioni specifiche inerenti il contenzioso che si è aperto dopo l’aggiudicazione dell’appalto per i lavori di escavazione dei fondali del porto di Ortona, ha rinunciato all’incarico. Dopo aver appreso la notizia, l’amministrazione comunale ha avuto un incontro con i propri consulenti legali e ha deciso di costituirsi al Consiglio di Stato come parte in causa al fine di tutelare l’interesse pubblico. Una scelta conseguente alle ultime novità, appunto, e al protrarsi dei tempi per il giudizio sul contenzioso che di fatto blocca un’opera determinante per lo sviluppo economico, non solo dello scalo ortonese ma di tutto il territorio regionale. Con il costituirsi in giudizio il Comune vuole rappresentare la necessità urgente dell’inizio dei lavori anche in vista della scadenza della rendicontazione dei fondi europei di 9 milione di euro previsti per le opere di dragaggio. «La città non può più attendere le indecisioni e vedersi sfumare così un’occasione quasi unica di migliorare le infrastrutture portuali», dichiara il sindaco Leo Castiglione. «Abbiamo la necessità di far presente le nostre istanze davanti ai giudici del Consiglio di Stato».
Il terzo tecnico era stato nominato dai giudici amministrativi dopo che la relazione del primo verificatore non era stata ritenuta esaustiva. Era stata quindi indicata una seconda persona, il direttore del dipartimento Scienze geologiche dell’Università Roma Tre, che però ha rinunciato all’incarico. Si era così giunti alla scelta del direttore del dipartimento di Scienza della terra dell’Università degli studi di Milano. Ma anche lui ha rinunciato.
«Alla luce di questo nuovo è ovvio che i tempi decisionali si allunghino, a tutto svantaggio della comunità locale e di chi aspetta da anni il dragaggio, immaginando e sperando che avesse potuto costituire il rilancio delle attività ortonesi-portuali», evidenzia l’ex consigliere comunale Tommaso Cieri. Lo stesso Cieri commenta anche la decisione del Comune: «Costituirsi ora in un giudizio dove si era già parte, seppure contumaci, serve a poco o nulla, se non a sperperare denaro della comunità. Come al solito si pensa o si spera di risolvere il problema non assumendosi le responsabilità necessarie per la risoluzione del caso, facendo riferimento agli altri, alla Regione, corresponsabile di tutto il pasticcio, affinché proroghi i termini o al Consiglio di Stato che decida in fretta».
Intanto il Comune di Ortona dopo la seduta del Ccr-Via dello scorso 5 ottobre ha richiesto all’ufficio valutazioni ambientali della Region un’audizione in sede di riunione del comitato. Questa si rende utile per tranquillizzare sulle preoccupazioni che si stanno proponendo da alcune associazioni ambientaliste e rimarcare la volontà dell’amministrazione comunale di operare nel rispetto della normativa.
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