Droga, 5 testi confermano le accuse

26 Ottobre 2021

San Salvo. Altra udienza del processo sull’operazione “Evelin” con 21 imputati

SAN SALVO. “Operazione Evelin”: udienza straordinaria ieri del processo scaturito dalla maxi operazione antidroga. Cinque testimoni ascoltati dal collegio di giudici presieduto da Bruno Giangiacomo, hanno confermato le accuse. Dal loro racconto è stata confermata la presenza a San Salvo di una organizzazione che importava dall'estero fiumi di droga nel Vastese. Emersi collegamenti anche con la sparatoria davanti a una discoteca di San Salvo marina. I giudici dovranno esaminare 300 ore di intercettazioni e ascoltare il testimone chiave, un militare di Chieti che coordinò l'operazione, il 30 novembre. Ventuno gli imputati, 13 i chili di droga sequestrati durante le indagini. L'operazione Evelin scattò a fine novembre 2018 nelle province di Chieti, Genova, Campobasso e Foggia con l’impiego di 300 carabinieri e finanzieri, corpi speciali, due elicotteri e cani specializzati nella ricerca di banconote. Un’inchiesta, diretta dalla Direzione distrettuale antimafia e che diede un duro colpo al narcotraffico nel Vastese. Fra gli imputati molti albanesi, ma anche vecchie conoscenze locali delle forze dell'ordine. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e possesso e porto illegale di armi. La gang, che si riforniva soprattutto in Olanda, Albania e Slovenia, avrebbe gestito notevoli quantitativi di droga: solo di cocaina tra i 4 e i 5 chili al mese. Fra i clienti anche diversi minorenni di una scuola superiore. Le indagini partirono il 1° aprile 2015 dalla sparatoria al bar Evelin di San Salvo: quattro colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata e un ferito. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione era riuscita a sbaragliare la concorrenza respingendo con metodi violenti i tentativi d’infiltrazione della malavita foggiana. Per gli avvocati Fiorenzo Cieri, Marisa Berarducci, Antonello Cerella , Silvia Ranalli, Alessio Mucci e altri colleghi non sarà facile difficile contestare le accuse. (p.c.)
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