Droga, assolto un carabiniere dall’accusa di spaccio

30 Aprile 2021

CHIETI. Dopo 13 anni Omar Di Nardo, 45enne appuntato dei carabinieri di Chieti, è stato assolto in via definitiva dalla Cassazione dalle accuse che lo vedevano coinvolto in attività illecite per...

CHIETI. Dopo 13 anni Omar Di Nardo, 45enne appuntato dei carabinieri di Chieti, è stato assolto in via definitiva dalla Cassazione dalle accuse che lo vedevano coinvolto in attività illecite per sostanze stupefacenti durante il periodo di servizio trascorso al nucleo investigativo di Rimini. A quell’epoca, infatti, Di Nardo era impegnato in operazioni anti-droga che venivano condotte grazie anche alle segnalazioni di un pluripregiudicato albanese di livello internazionale che per un lungo periodo si è trovato a collaborare con i carabinieri passando notizie utili all’arresto di decine di spacciatori, e al sequestro di ingenti quantitativi di droga. A partire dalle stesse rivelazioni, la Procura di Rimini ha avviato lunghe indagini, comprensive anche di intercettazioni telefoniche e ambientali, controlli bancari e pedinamenti, accertamenti culminati nel 2008 con l’avvio di un procedimento penale a carico di Di Nardo, insieme al suo capitano e al luogotenente. A loro venivano imputati cinque episodi di detenzione e spaccio di rilevanti quantità di stupefacenti e comportamenti illeciti rispetto alla normativa che prevede gli acquisti di droga sotto copertura. «Sin dagli inizi del giudizio di primo grado, la difesa si è basata sull'inattendibilità di segnalazioni fornite da un pluripregiudicato che, nonostante la collaborazione con le forze dell’ordine, continuava i propri traffici illeciti», ha commentato l’avvocato Giovanni Chiarini, difensore di Di Nardo. «Inoltre, i carabinieri si trovavano nel pieno svolgimento della loro professione rivolta alla prevenzione e repressione del traffico illecito di droga». Assolto sia in primo grado, sia in appello, la Cassazione (su richiesta dello stesso procuratore generale) conferma la sentenza assolutoria e proscioglie definitivamente tutte le accuse a carico di Di Nardo, che ha comunque continuato a lavorare, partecipando anche a brillanti operazioni antidroga.