Droga dall’Albania spacciata nel Vastese In venti dal giudice

27 Dicembre 2019

SAN SALVO. Il prossimo 8 gennaio il gup dell’Aquila, Guendalina Buccella, deciderà se e quanti dei venti presunti esponenti di una banda di albanesi arrestata dai carabinieri a gennaio scorso nel...

SAN SALVO. Il prossimo 8 gennaio il gup dell’Aquila, Guendalina Buccella, deciderà se e quanti dei venti presunti esponenti di una banda di albanesi arrestata dai carabinieri a gennaio scorso nel corso dell’operazione denominata “Evelin”, dovrà essere rinviata a giudizio. A giudicare gli indagati eventualmente rinviati a giudizio dovrà essere poi il tribunale di Vasto. La notizia è stata confermata al presidente del tribunale di Vasto, Bruno Giangiacomo.
I reati contestati sarebbero stati commessi nel Vastese e quindi la competenza del giudizio è del tribunale istoniense. Dopo i due maxi processi legati alle operazione “Tramonto” e “Adriatico”, che hanno portato a distribuire 400 anni di carcere fra gli imputati, i giudici vastesi saranno alle prese con un’altra delicata vicenda: “Evelin”, ossia una presunta organizzazione albanese che avrebbe gestito lo spaccio di cocaina sulla riviera di San Salvo.
Gli indagati sono residenti tutti tra Vasto e San Salvo, e gestivano bar ed esercizi commerciali. Per la Dda si dedicavano principalmente all’importazione di grosse quantità di cocaina, eroina e hashish dall’Albania. Il 28 gennaio 2019 scattò il maxi blitz. I finanzieri e i carabinieri dei Comandi provinciali di Chieti, Campobasso e Foggia diedero esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale di L’Aquila, Giuseppe Romano Garganella, su richiesta del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo abruzzese, Stefano Gallo, nei confronti dei componenti il presunto sodalizio criminale operante su San Salvo e sull’area del Vastese. Un mese dopo arrivò l’annullamento del decreto emesso, con la conseguente restituzione dei beni agli aventi diritto. Gli avvocati Marisa Berarducci e Antonello Cerella sono riusciti a far dissequestrare i beni e ora si stanno preparando a contestare le imputazioni, prima all'Aquila e poi a Vasto.
Per gli investigatori i protagonisti dell’operazione “Evelin” riuscivano a distribuire droga non solo in Abruzzo, ma anche in altre regioni italiane. Venti gli ordini di custodia cautelare eseguiti all'epoca dai carabinieri. L’inchiesta, condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza portò non solo al sequestro cautelare del bar Evelin, ma anche a 4 immobili, 5 società e 19 auto per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro. (p.c.)
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