Droga dall’estero, sfila il testimone chiave

Nuova udienza del processo per l’operazione Evelin sfociata qualche giorno fa nel sequestro di beni
VASTO. Nuova udienza oggi del processo legato alla maxi operazione antidroga “Evelin”. In aula inizierà il controesame del testimone chiave interrogato a fine maggio dalla Procura e dal collegio di giudici presieduto da Bruno Giangiacomo. Il teste, un militare di Chieti che coordinò l’operazione, la volta scorsa ha confermato le accuse e tracciato un quadro inquietante che oggi la difesa cercherà di sbiadire. L'udienza sarà per questo molto animata. In mano all'accusa ci sono intercettazioni e filmati ai quali la difesa da un significato completamento diverso. Il contro interrogatorio è per questo molto atteso. Ancora di più per le vicende di cronaca che hanno interessato San Salvo in questi giorni. Cinque testimoni già sentiti dai magistrati hanno confermato la presenza a San Salvo di una organizzazione che importava dall’estero fiumi di droga nel Vastese. Sono emersi dei collegamenti anche con una sparatoria davanti ad una discoteca di San Salvo Marina.
Le persone rinviate a giudizio sono 21. I giudici hanno esaminato 300 ore di intercettazioni. I chili di droga sequestrati durante le indagini sono stati tredici. Le accuse, a vario titolo, vanno dall'associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, alla detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e possesso e porto illegale di armi. Le indagini partirono nell’aprile del 2015 dalla sparatoria avvenuta nel “Bar Evelin” di San Salvo. (p.c.)
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