Droga dentro la ruota di scorta: arrestato in pieno centro a Chieti 

Gianni Chichi, 53 anni, bloccato in via Principessa di Piemonte con il carico di hashish e cocaina  Aveva appena finito di scontare una condanna definitiva per l’assalto a un portavalori a Megalò

CHIETI. Il carico di droga era nascosto nella ruota di scorta. Gianni Chichi, 53 anni di Città Sant’Angelo, un passato burrascoso segnato anche dall’assalto a un portavalori all’esterno del centro commerciale Megalò, pensava di farla franca quando i poliziotti lo hanno fermato a Chieti, in pieno centro, a bordo di una Fiat Punto. E invece, pochi mesi dopo aver terminato di pagare il suo debito con la giustizia (leggasi una condanna definitiva a 4 anni e 8 mesi), è finito di nuovo in carcere, stavolta con l’accusa di spaccio. Nella vecchia utilitaria intestata a un parente del pregiudicato, gli investigatori della squadra mobile, coordinati dal commissario Nicoletta Giuliante, hanno trovato mezzo chilo di hashish e 30 grammi di cocaina.
Tutto comincia nella tarda mattinata di giovedì. In base alla ricostruzione della polizia, Chichi viene fermato in via Principessa di Piemonte dalla squadra volante, diretta dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico e impegnata nei controlli per contenere il rischio di contagio da coronavirus. Il 53enne non sa dare una giustificazione valida sulla sua presenza in città. Quando gli agenti lo informano che sarà sanzionato per aver violato le norme anti-Covid, lui sembra quasi disinteressato. O meglio: la sua unica preoccupazione è quella di ultimare il controllo il prima possibile e di allontanarsi. Per questo motivo, considerati anche i precedenti di Chichi, gli agenti decidono di perquisirlo e di chiamare in supporto la Mobile. La droga è nascosta nel vano destinato ad accogliere la ruota di scorta, all’interno di un sacchetto di tela che contiene cinque panetti di hashish, numerati e avvolti dal nastro adesivo, e un sesto involucro con la cocaina. Il pregiudicato ha con sé un marsupio con 1.600 euro in contanti, cifra di cui non è in grado di giustificare la provenienza. La perquisizione viene estesa anche all’abitazione dell’arrestato, ma non emergono dettagli utili. Elementi importanti, invece, potrebbero arrivare dall’analisi del cellulare sequestrato dagli investigatori. Ora le indagini sono portate avanti dalla sezione narcotici, diretta dall’ispettore Luca Di Risio. Per Chichi, dunque, è l’ennesimo guaio giudiziario. Lo scorso maggio aveva finito di scontare la condanna per l’assalto a un portavalori della società Ivri avvenuto il 30 aprile del 2012. Da ieri, su disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Falasca, è rinchiuso nel carcere di Rebibbia, a Roma.