Droga e violenze: in manette la banda

Smantellata una fitta rete di spaccio dalla città alla costa e nell’entroterra. Minacce e botte col tirapugni a chi non pagava
LANCIANO. Avevano creato una fitta rete di micro spaccio, che assicurava la fornitura di diversi tipi di droghe da Lanciano alla costa, fino ai comuni dell’entroterra. E non si facevano scrupoli ad usare minacce e violenze per costringere al pagamento i clienti riottosi o poco affidabili. In tre sono finiti in manette, altri due sono destinatari di altrettante misure cautelari.
GLI INDAGATI. Agli arresti domiciliari sono Michael Cicchetti, 28 anni, di Paglieta; Alexander Mastrippolito, 20 anni, di Civitella Messer Raimondo e residente a Santa Maria Imbaro, e Manolo Spinelli, 30 anni, di Lanciano. A.P., 52 anni, di Fara San Martino, è sottoposto ad obbligo di dimora e I.F., 42 anni, di Casoli, all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le cinque ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Carusi, sono state eseguite ieri all’alba da circa 30 carabinieri della Compagnia di Lanciano, supportati da unità cinofile antidroga del comando provinciale di Chieti e dai colleghi delle compagnie di Ortona e Atessa.
SPEDIZIONE PUNITIVA. A dare il via alle indagini, tra agosto e settembre 2019, è stato un episodio di violenza commesso da due degli arrestati ai danni di un 63enne di Casoli, V.L., intervenuto in difesa del figlio 28enne, A.L., reo di non avere saldato un conto di droga. «Il giovane è stato minacciato con sms e messaggi scritti e vocali tramite Whatsapp», spiega il capitano Vincenzo Orlando, «poi gli indagati si sono impossessati della sua auto, una Fiat Punto, per la cui restituzione hanno preteso il pagamento di 500 euro. E ancora con le minacce gli hanno estorto altri 400 euro». Fino a rendersi protagonisti, secondo i carabinieri, di una spedizione punitiva a casa del giovane, a Casoli: qui Mastrippolito e Cicchetti avrebbero aggredito, con violenza inaudita e servendosi di un tirapugni in metallo, il padre del giovane, intervenuto in difesa del figlio. Il 63enne è stato colpito al volto, riportando ferite giudicate guaribili in 25 giorni.
LE INDAGINI. Da questo episodio gli investigatori del Nucleo operativo e radiomobile, diretto dal sottotenente Giuseppe Nestola, hanno avviato servizi di osservazione e pedinamento, ai quali si sono aggiunti l’intercettazione di 23 utenze mobili, intercettazioni ambientali, riprese video e controllo con il Gps di cinque autovetture. E dall’ascolto di migliaia di ore di conversazioni telefoniche e intercettazioni ambientali è venuto fuori il nome dell’operazione, “Dance monkey”, dall’omonima canzone uscita nel 2019 e divenuta un tormentone anche per i carabinieri, poiché uno degli arrestati, Mastrippolito, la usava come suoneria e l’ascoltava spesso in macchina. Sono in tutto 16 gli indagati, tra cui anche il padre di un arrestato, M.M., che secondo le indagini, faceva da cassiere al figlio che procacciava clienti. Nel corso dell’articolata attività investigativa ci sono stati altri quattro arresti in flagranza (fra cui quello di Armand Hasa, a novembre scorso, sorpreso a girare con droga e arnesi da scasso su un’auto rubata), 11 persone segnalate in stato di libertà e sequestrati un chilo di stupefacenti, per oltre mille dosi, e 7.500 euro quale provento dell’attività illecita.
I REATI CONTESTATI. Ai cinque indagati viene principalmente contestato un redditizio spaccio di cocaina, hashish e marjuana, di cui si approvvigionano nelle aree pescarese e foggiana. La banda aveva un bacino molto ampio di consumatori - sono oltre 100 i tossicodipendenti identificati ed ascoltati - e poteva contare su un giro d’affari di circa 50mila euro al mese. A detenzione e spaccio si connettono altri reati: furto aggravato, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, lesioni personali e porto abusivo di armi. «Tutto gira attorno all’approvvigionamento di droga», evidenzia il capitano Orlando, «nel corso delle sei perquisizioni domiciliari ieri mattina, a casa di Mastrippolito sono stati trovati 10 grammi di marijuana già suddivisa in dosi, segno che l’attività di spaccio è proseguita anche nel periodo successivo alle nostre investigazioni».
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