Droga ed estorsioni, 4 in libertà

19 Febbraio 2022

San Salvo. Nuove decisioni del tribunale del riesame sull’operazione Blue marine

SAN SALVO. Operazione Blue marine. Tornano in libertà 4 dei 20 indagati per associazione a delinquere arrestati (2 ai domiciliari) il 24 gennaio dalla Dia dell'Aquila I giudici del tribunale del Riesame - Ciro Riviezzo, Christian Corbi e Niccolò Guasconi - hanno annullato giovedì scorso, al termine di una udienza durata più di 3 ore, l'ordine di arresto per Albert Mici, Ginaj Enrrik, Matteo Mici e Ionela Loredana Tudora. Per quest'ultima è stato disposto l'obbligo di dimora a Vasto e il divieto di uscire dalle 20 alle 7 del mattino successivo. Annullata in parte l'ordinanza per Roki Prela, Xhekson Prela, Matteo Mici e Josef Mici che tuttavia restano in carcere. Annullati due capi di imputazione per Rodolphe Pinto, la cui posizione di alleggerisc, e 5 capi di imputazione per Dritan Mici. Ad assistere gli indagati sono stati gli avvocati Pino Sciarretta, Giuseppe La Rana e Fiorenzo Cieri. Nei giorni scorsi erano tornati in libertà Giovanni Sallustio difeso dall'avvocato Alessandro Orlando e Luigi Di Iorio assistito dall'avvocato Antonello Cerella.
I difensori sono soddisfatti e contestano l'associazione a delinquere. La presunta banda arrestata il 24 gennaio scorso a San Salvo è accusata di spaccio e affari con la 'ndrangheta. A firmare l'ordinanza di custodia cautelare era stato il giudice Marco Billi. Il provvedimento era stato emesso a seguito del risultato delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila. A coordinare l'inchiesta sono stati il procuratore Michele Renzo e il sostituto Stefano Gallo. Per mesi sono stati tenuti sotto controllo gli indagati. A giudizio degli investigatori il gruppo aveva preso il posto del sodalizio arrestato nel 2018 nel corso dell'operazione Evelin. Gli accusati, a parere della Dia, si erano specializzati nello spaccio di droga attraverso canali di approvvigionamento in Calabria, Emilia Romagna e Puglia. Il bar Blue Marine, da cui ha preso il nome l'operazione, sarebbe stato la cabina di regia. Le indagini sono ancora in corso. Qualche settimana fa ci sono state nuove perquisizioni. Le bocche degli investigatori sono cucite e nulla trapela. I difensori degli indagati da parte loro lavorano per smontare il castello accusatorio. Un'operazione niente affatto semplice. (p.c.)
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