Droga, i 31 imputati in aula a maggio
Ancora un rinvio per il maxi processo: legale malato e altri assenti da Teramo
VASTO. Operazione Esmeralda. Il processo sulla maxi operazione antidroga, scattata sei anni fa su richiesta del gip aquilano Marco Billi, è stato aggiornato al prossimo 10 maggio. Ieri mattina l’udienza è stata breve. La grave patologia che ha colpito un legale, unita all’impossibilità ad essere presenti per altri avvocati del cratere sismico teramano ha portato il collegio (presidente Bruno Giangiacomo, a latere Stefania Izzi e Michelina Iannetta) ad accogliere le richieste degli altri difensori e rinviare l’udienza di due mesi. Trentuno gli imputati che dovranno (se lo vorranno) comparire in aula. Ieri in pochi erano presenti al giudizio.
L’operazione Esmeralda prese il via da due quaderni finiti nelle mani dei militari del Nucleo investigativo diretti dal capitano Eugenio Stangarone. I carabinieri avrebbero individuato in quegli appunti un’organizzazione che con la droga acquistata in Albania riforniva da Vasto tutta la costa adriatica. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti. L’assenza dei difensori ha indotto i giudici ad aggiornare il processo a maggio. Il “capofila” sarebbe un nomade incensurato di 33 anni, difeso dall’avvocato Giacomucci. A difendere altri imputati del Vastese sono gli avvocati Elisa Pastorelli, Massimiliano Baccalà, Giovanni e Antonello Cerella. Nell’elenco degli indagati compaiono anche diversi minori la cui posizione è al vaglio dei giudici del tribunale per i minori dell’Aquila. L’organizzazione, secondo i carabinieri, era dedita al traffico della droga importata dai Balcani. Le misure cautelari scattarono nel 2011 su disposizione del gip presso il tribunale dell’Aquila e su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Le indagini sono andate avanti da febbraio 2010 ad aprile 2011 e complessivamente gli indagati sono 31, di cui 18 arrestati in flagranza di reato. L’operazione, una delle più importanti fatte nel Vastese, impiegò 250 carabinieri. A dirigere le indagini fu il gip Marco Billi su richiesta del pm Antonietta Picardi. (p.c.)
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