Droga ingoiata da un neonato, la mamma e il papà sono indagati

Il piccolo di 10 mesi, ancora ricoverato in Pediatria per intossicazione da cannabinoidi, è fuori pericolo I genitori devono rispondere di lesioni aggravate e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti
CHIETI. Sono indagati per lesioni personali aggravate e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti i genitori del bambino di dieci mesi ricoverato al Santissima Annunziata dopo aver ingerito droga. La polizia indaga per accertare ciò che è accaduto in casa della coppia nigeriana mercoledì scorso, ovvero se il piccolo possa aver ingoiato accidentalmente la droga oppure se i genitori abbiano potuto addirittura volontariamente dare la sostanza. A portare avanti le indagini è la pm Lucia Anna Campo. Nell’abitazione in cui il neonato vive con i genitori, in pieno centro storico a Chieti, sono state trovate tracce di stupefacente. Al bombo è stata diagnosticata un’intossicazione da cannabinoidi: non è in pericolo di vita, ma resta sotto strettissima osservazione nel reparto di Pediatria.
Mercoledì sera, la mamma e il papà di origini nigeriane, rispettivamente di 27 e 43 anni, si accorgono che il figlioletto non sta bene: è in uno stato di torpore, sembra sofferente, non riesce a rimanere sveglio. Parte la chiamata al 118 e il neonato viene trasportato in ambulanza al pronto soccorso. Dopo le analisi emerge il dato inquietante: tracce di cannabinoidi nelle urine. Quando il referto arriva all’attenzione del posto fisso di polizia dell’ospedale, parte la segnalazione alla squadra mobile di Chieti.
Subito dopo, gli investigatori perquisiscono l’abitazione della coppia, ora assistita dall’avvocato Corradino Marinelli . Gli agenti passano al setaccio l’appartamento e sequestrano, nella zona soggiorno, un grinder – con una foglia di marijuana raffigurata sul coperchio – per sminuzzare la droga. All’interno sono rimasti residui minimi di stupefacente, riscontrati anche attraverso l’inconfondibile odore. È la prova che dentro quella casa si fa uso di sostanze illegali. Peraltro, il quarantatreenne ammette che quel grinder trovato su una cassettiera è suo e, di conseguenza, confessa di essere un consumatore di droga. La buona notizia arriva dall’ospedale: il bimbo è fuori pericolo. Ora bisognerà attendere i prossimi giorni per saperne di più sulle conseguenze dell’intossicazione. (g.let.)
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